.

Open VAR su Milan-Torino. Prima nel contatto Pavlovic-Simone c'è "Poca consistenza", poi la revisione e il rigore assegnato

di Lorenzo De Angelis

Come ogni martedì, su DAZN è uscita la nuova puntata di "Open VAR", programma nel quale vengono analizzati alcuni episodi arbitrali dell'ultima giornata di Serie A. Tra questi anche il rigore assegnato al Torino per un fallo di Pavlovic su Giovanni Simeone. Inizialmente l'arbitro Francesco Forneau ha lasciato correre chiedendo però un sopporto alla Sala Var, che si è subito mobilata con il Var Nasca e l' Avar Maresca. Ecco cosa si sono detti l'arbitro e chi era presente a Lissone: 

Sala VAR: “Tacco, qua nulla per me”. 

Fourneau: “Lo guardano (x2)”.

SV:Fammi vedere come sfila. Ah gli mette…un colpo al volto. Guardalo. Cioè secondo me c’è poca consistenza onestamente”.

4ºU: “Se il check è completato dagli gialli che sta facendo il cinema (rivolgendosi a un giocatore del Torino, ndr)”.

F: “Il check è completato?”

SV: “Un attimo, no, un attimo, un attimo. Lui (Pavlovic, ndr) lo tiene (Simeone, ndr). Il braccio glielo mette (Pavlovic, ndr) e comunque lo prende. Pavlovic non può intervenire, spalle al pallone e con la mano butta Simone. Io la farei rivedere, però controlla APP. Controllo l’APP e te lo faccio rivedere”.

F: “La vado a rivedere?”. 

SV: “Si devi venirlo a rivedere. Prepariamo le camere”.

F: “Allora faccio, apro la review”.

SV: “Si apri. E ammonizione anche di Pavlovic. FraNcesco c’è Pavlovic che si disinteressa del pallone e mette le mani sul volto di Simeone. La mano. Non c’è possesso del pallone, è solo il comportamento antisportivo da punire, non c’è altro criterio”.

Sulla decisione di arbitro e VAR ha detto la sua Mauro Tonolini nell'ultima puntata di Open VAR: La decisione è corretta. Ci arriviamo con una review un po’ faticosa, non siamo contentissimi della revisione. Ci mettiamo tanto, forse troppo rispetto a quanto necessario. E sappiamo quanto review troppo lunghe possono contribuire in alcuni casi ad alimentare dubbi, aspettative e quant’altro. Oltre tutto le immagini proposte mancano di quelle che poteva essere una lente di ingrandimento, uno zoom sul punto di contatto che poteva rendere ancora più chiara l’immagine stessa e le motivazioni della scelta effettuata. Pavlovic si disinteressa del pallone: il suo unico obiettivo di fermare Simeone e lo fa mettendogli una mano sul volto, molto tutelato dal regolamento. Lo stesso contatto fosse avvenuto sulla spalla staremmo parlando di un’altra cosa. Per noi decisione corretta con un processo che poteva però essere di maggiore qualità”.


Altre notizie
PUBBLICITÀ