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Oddo: "Per marcare Zarate mi porto la pistola"

di Matteo Calcagni
Fonte: Radio Sei (Zappulla, Cedrone)/lalaziosiamonoi.it

Massimo Oddo, ex capitano della Lazio, domani la affronterà da avversario. Intervenuto ieri sera a Radio Sei, nella trasmissione Lazio di Sera, ha fatto il punto su rossoneri e biancocelesti:

Nell'ultimo anno alla Lazio ti facevi sentire molto, vero?
Sono stato cinque anni alla Lazio e l’ultimo anno eravamo rimasti davvero in pochi della squadra con cui ero partito quindi mi sentivo carico di responsabilità. Ma quando un giocatore sente la fiducia di tutto l’ambiente è normale che senta la responsabilità più degli altri.

Dopo la Lazio 35 gare nel Milan, quindi Bayern e ancora Milan. Un inizio un po’ balbettante quest’anno, ma adesso tu e il Milan vi state riprendendo alla grande…
Si, ho avuto un po’ di problemi iniziali perché la società aveva deciso di cedermi. Io però sono rimasto lì e ho sempre creduto nelle mie possibilità. La scelta che ho fatto mi ha premiato.

Che Milan sarà quello che incontrerà la Lazio domenica? Anche Ronaldinho sembra rinato.
Ovviamente il morale della squadra è sempre dettato dai risultati e noi ora stiamo molto bene. La svolta è stata dopo la partita con la Roma, dove nel secondo tempo abbiamo cambiato modulo. Vorremmo non fermarci…

Da ex capitano della Lazio che idea ti sei fatto di questa squadra in questi ultimi due anni?
Sicuramente è una squadfra che ha delle ottime individualità. La mia idea è che all’interno di questa squadra ci sia poco carisma e giocatori in grado di caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti difficili. E quel tipo di giocatori servono proprio in questi momenti e non quando le cose vanno bene, come magari poteva essere all’inizio della stagione. Un giocatore con più carattere ed esperienza servirebbe anche per prendere per mano i giovani e nel calcio di oggi l’esperienza conta tanto, nella mia umile analisi.

A Roma emerge anche un altro fattore: i dissidenti. Tu te lo saresti aspettato un atteggiamento così da parte della società?
Sono rimasti fuori giocatori che in questa Lazio fanno la differenza. Quando mancano giocatori di qualità che hanno fatto sempre bene, è normale che ti manca qualcosa a livello tecnico. Un po’ forse me l’aspettavo con il carattere del presidente (ride). Non voglio dare tutte le colpe a lui però: la regolamentazione che c’è oggi va a svantaggio sia delle società che dei giocatori. Nessuno è tutelato da questo punto di vista. Ci sarebbe da fare qualcosa alla fonte.

Ci puoi raccontare come è nata la tua cessione, al di là delle valutazioni economiche che magari riguardano alcuni dei dissidenti di adesso?
Credo che sia una situazione completamente diversa la mia: innanzitutto per l’età. Il Milan mi cercava già da due o tre anni.

Ma fosti tu a dire al presidente: “se c’è una squadra più forte posso anche andar via”?
Due anni prima dissi al presidente che volevo andare via. Giocavo sempre ma ancora non ero il capitano, né questa personalità che ero diventato quando poi sono andato via. Prima di andare via avevo molto dubbi perché mi sentivo stimato da tutti, dall’ambiente, dalla società, dai compagni, dai giornalisti…a quel punto ci ho pensato veramente e prima di dire sì al Milan non ero molto convinto in quel momento. Al presidente dissi anche che sarei rimasto volentieri. Poi però non trovammo l’accordo.

Non sei stato un potenziale dissidente quindi.
No, ripeto, è stata una situazione molto diversa.

Possiamo dire che il “male” di questa Lazio non era poi Delio Rossi?
Io l’ho sempre detto anche in altre trasmissioni radio. Per me è stato uno dei migliori allenatori che ho avuto. Ha fatto tanto per la Lazio, ottenendo dei risultati incredibili. I cicli finiscono, è vero, come nel suo caso, però quando parlavo con lui aveva tanta voglia di rimanere anche l’anno scorso, Me lo ripeteva spesso quando ci sentivamo. Io personalmente non l’avrei mai cambiato però questi sono discorsi societari che io non posso sapere.

Oggi la Lazio è più debole?
Beh nel momento in cui non fa giocare Pandev e Ledesma è normale che la squadra perda dal punto di vista tecnico.

Quando una squadra accusa momenti molto negativi, di chi sono le responsabilità secondo te?
Dal di fuori credo che nessuno possa dare delle responsabilità. All’interno dello spogliatoio succedono delle cose che nessuno mai saprà. Sicuramente non è una causa sola, ma una serie di cause.

Saresti tornato volentieri ad inizio stagione?
Sinceramente non ho mai avuto nessun contatto diretto, ma mi sarei volentieri messo a tavolino per discutere anche se sarebbe stato difficile farlo…! Sicurmente se il Milan decidesse di vendermi sarei contento di trasferirmi in una piazza dove sono stato bene. Ovvio che adesso sto bene al Milan dove mi sto facendo valere sempre di più.

Dalla tua parte, a meno di ulteriori stravolgimenti tattici, dovrebbe operare un certo Zarate domenica…che ci dici?
Dico che…mi porto la pistola (ride)! Zarate non lo conosco benissimo, ma l’ho visto in parechie circostanze e posso dire che le qualità tecniche che ha lui le hanno in pochi. Sicuramente è un giocatore pericoloso, ma credo che dovremo stare attenti un po’ a tutti.

Domenica i tifosi dovrebbero accoglierti con un’ovazione.
Me lo auguro perché sono le cose che mi fanno più piacere. Anche perché quello che mi ha dato più fastidio è stato quando qualcuno mi ha dato del mercenario due anni fa: una cosa non vera (nell’affare rientrò anche il cartellino di Pasquale Foggia).


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