NY Times punge Ibrahimovic: "A Fox serve meno Zlatan". Henry promosso, lo svedese rimandato
Il debutto da opinionista di Zlatan Ibrahimovic non convince appieno: a lanciare la critica è il New York Times, che ha analizzato la squadra di commentatori schierata da Fox Sports per il Mondiale nordamericano, esprimendo perplessità sul contributo del Senior Advisor di RedBird.
L'emittente statunitense, titolare dei diritti in lingua inglese della competizione, ha allestito uno studio ricco di grandi nomi, con l'obiettivo di replicare il successo delle proprie trasmissioni dedicate a NFL e MLB. Tra i volti di punta figurano Rebecca Lowe, storico volto della Premier League su NBC, e Thierry Henry, già protagonista della copertura Champions League di CBS. In questo contesto è stato inserito anche Ibrahimovic, alla sua prima esperienza significativa da commentatore televisivo.
Secondo il quotidiano americano, però, lo svedese non starebbe riuscendo a incidere come previsto. Il problema non sarebbe il carisma, da sempre uno dei suoi marchi di fabbrica, ma la capacità di approfondire temi tecnici e tattici. Il Times sottolinea come Ibrahimovic tenda spesso a fare leva sulla propria personalità, senza entrare nel dettaglio delle squadre e dei protagonisti del torneo.
Tra gli episodi citati c'è un intervento dedicato a Jesse Marsch, commissario tecnico del Canada, durante il quale l'ex rossonero sarebbe apparso poco preparato sull'argomento. Da qui la considerazione del giornale americano: un campione capace di segnare in ogni modo, ma ancora lontano dall'esprimersi con la stessa efficacia davanti alle telecamere.
Non mancano comunque gli aspetti positivi. Il New York Times ritiene che Fox debba valorizzare maggiormente il patrimonio tecnico e l'esperienza accumulata da Ibrahimovic in oltre vent'anni di carriera ad altissimo livello. L'idea è quella di coinvolgerlo maggiormente nell'analisi di movimenti offensivi, finalizzazioni e letture di gioco, aspetti che lo hanno reso uno degli attaccanti più forti della sua generazione.
Di segno opposto il giudizio su Thierry Henry, considerato uno dei punti di riferimento della trasmissione grazie alle sue analisi tattiche e alla capacità di spiegare nel dettaglio situazioni di gioco e scelte dei protagonisti in campo.
Curiosamente, uno dei momenti più apprezzati di Ibrahimovic arriva proprio durante un dibattito sulla Francia. Dopo alcune critiche rivolte ai Bleus per un atteggiamento ritenuto troppo sicuro di sé, Zlatan ha replicato con una delle sue classiche battute: "Non è arroganza, è fiducia. Gli ignoranti la chiamano arroganza, gli intelligenti la chiamano fiducia". Una frase che il quotidiano statunitense ha indicato come la sua uscita più riuscita dall'inizio del torneo. Probabilmente Ibra, anche nel commentare, è troppo schiavo del suo personaggio.