.

Nuovo stadio, rileggi le dichiarazioni di Paolo Scaroni e Giuseppe Marotta

di Francesco Finulli

Nel pomeriggio di ieri Paolo Scaroni, presidente del Milan, e Beppe Marotta, presidente dell'Inter, sono stati ospiti all'evento Your Next Milano 2026 alla Triennale di Milano, in questi giorni Casa Italia in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Tra i temi affrontati è stato centralissimo quello relativo al nuovo stadio. Si riportano le dichiarazioni sul nuovo impianto dei due dirigenti, raccolte dal nostro inviato di MilanNews.it, presente in loco.

LE PAROLE DI SCARONI

“San Siro è uno stadio iconico. Ma cominciamo col dire chi l’ha fatto iconico? Il Milan e l’Inter. Se faremo lo stadio, vinceremo le partite e saremo delle grandi squadre nel mondo sarà di nuovo iconico, perché siamo noi a dare l’iconicità, non è un pezzo di terra o un pezzo di cemento. Ricordiamoci questo, perché sembra iconico di per sé. No, lo facciamo noi iconico. Abbiamo dedicato tanto tempo a questo processo per convincere la cittadinanza, a cominciare dai nostri tifosi, l’amministrazione a cui sono sempre grato perché ci sono state decisioni difficilissime. E alla fine siamo arrivati: costruiremo il più bel stadio d’Europa di sicuro. Tutti noi ci avvaliamo dell’expertise che abbiamo alle nostre spalle, l’Inter con Oaktree e noi con RedBird che ha costruito tanti stadi nel mondo, faremo una cosa bellissima che per quanto riguarda la città sarà uno sviluppo nuovo dopo City Life. Non voglio usare frasi troppo polemiche che ho usato in passato, oggi sono piuttosto tranquillo.

Quella zona di San Siro o è troppo piena o è troppo vuota, non è mai normale. Quando c’è la partita è un inferno, quando non c’è la partita è una landa desolata, un posto desolato. Noi vogliamo rendere quella zona verde, molto verde: più del 50% della zona sarà verde. E sarà sempre un posto visitabile. Ci saranno ristoranti, luoghi di ritrovo, bar, tante attività sportive: diventerà una zona della città com’è oggi City Life che farà onore alla città: questo è l’obiettivo che ci poniamo. Poi in termini specifici di Milan e Inter, noi abbiamo conti economici abbastanza simili. Do due cifre. Dimentichiamoci per un momento la Champions League. Dal campionato noi incassiamo circa 60 milioni l’anno. Quando in andiamo in Champions, se andiamo avanti, ne incassiamo 90-100. Tutto su un fatturato tra i 400 e i 500 milioni di euro.

Lo stadio rappresenta per noi circa il 20% delle nostre entrate. Con un nuovo stadio, senza aumentare i prezzi dei biglietti popolari, semplicemente per l’attività addizionale, noi contiamo di raddoppiare le nostre entrate. Da un punto di vista economico è un investimento che ha un ritorno importante, e nel nostro mondo un ritorno importante vuol dire successi sportivi, perché poi questo ritorno economico è usato per acquistare nuovi giocatori, remunerarli, far crescere i giovani. Il denaro è la benzina del nostro successo. Uno stadio che ci permette da un lato di aumentare i ricavi, e dall’altro di essere finalmente accessibile, aperto a tutti e che renda una zona di Milano una zona vissuta tutto l’anno e tutti giorni a noi sembra un obiettivo che coniuga interessi nostri e della nostra città”.

LE PAROLE DI MAROTTA

"Lo stadio nuovo è un esigenza che sentivamo di avere, ringraziamo il Sindaco Sala per la determinazione nell'aver raggiunto questo obiettivo ricco di insidie. San Siro è uno stadio iconico. Rappresenta qualcosa di storico e straordinario, ho visto la mia prima partita a San Siro quando avevo 6 anni, dimenticare quelle emozioni è impossibile. E quando penso al fatto che San Siro non ci sarà più, sento un sentimento di tristezza, ma l'innovazione porta a dire che ci sono degli standard che vanno rispettati. Per il tifoso avere una casa è qualcosa di importante. Oggi andare allo stadio non è solo vedere una partita, ma assistere anche ad uno spettacolo prima e dopo. Purtroppo in Italia non esiste una cultura della sconfitta, se si perde bisogna tornare a casa in fretta anche perché rischiano di esserci degli scontri fra tifoserie, da questo punto di vista dobbiamo migliorare. Negli ultimi 20 anni in Europa sono stati costruiti 148 stadi, solo 4 in Italia. Noi siamo di sicuro il fanalino di coda. In questo caso, grazie alla determinazione delle proprietà di Milan e Inter, siamo riusciti ad imboccare questo percorso. Lo stadio era necessario, nonostante il massimo rispetto per San Siro. Lo Stadio è adrenalina, un contenitore di emozioni. Siamo riusciti oggi ad essere proprietari di San Siro, a intraprendere questo lungo percorso con la speranza di essere presenti in un avvenimento che darà lustro all'Italia, ovvero l'Europeo del 2032. Spero tanto che Milano possa essere rappresentata, sono molto ottimista anche se ci sono ancora tantissime difficoltà".


Altre notizie
PUBBLICITÀ