MN - Giudice sui posti di Marassi: "Ci si siede come capita. Certo, la vicinanza di Tare a Cardinale è un buon segnale per il dirigente"
Alessandro Giudice, manager, consulente aziendale e opinionista per il Corriere dello Sport, ha rilasciato una intervista esclusiva a MilanNews.it soffermandosi sui temi societari che, ormai da settimane, coinvolgono a pieno il Milan. Si riporta di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.
L'interpretazione dei posti sugli spalti di Marassi è un'esagerazione?
"Mah, io credo che allo stadio ci si segga come capita. Non è che si decide prima... Certo, di solito la vicinanza di Tare a Cardinale è un buon segnale per il dirigente. Faccio un paragone. Nell'URSS, c'erano i cremlinologi che, siccome non passava nulla dal Cremlino, visionavano a quanti posti di distanza era seduto un determinato personaggio anno dopo anno... Sinceramente, una partita allo stadio non rende indicativo l'ordine dei posti. Si attribuisce un peso eccessivo a delle cose che possono essere casuali. Magari c'è una motivazione eh, ma non mi sembra di poter trarre conclusioni deterministiche dai seggiolini".
I POSTI DI MARASSI
Domenica allo stadio Ferraris di Genoa erano presenti tutti i massimi dirigenti del Milan, a parte Zlatan Ibrahimovic, la cui assenza per altri impegni ha fatto comunque parecchio rumore, d: c'era il patron rossonero Gerry Cardinale, l'ad Giorgio Furlani, il ds Igli Tare, Massimo Calveli, membro del Cda rossonero, e la chief brand officer Francesca Montini. Come ha scritto lunedì mattina La Gazzetta dello Sport, c'è anche chi ha cercato di interpretare la loro disposizione dei posti in tribuna: il numero uno di RedBird era infatti tra Tare, il cui addio a fine stagione sembra essere già scritto, e Calvelli, dunque non c'era Furlani. Per i protagonisti la disposizione era assolutamente casuale, ma il fatto che l'ad non fosse seduto vicino a Cardinale potrebbe essere un indizio per il futuro.