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MN - Gabbia: "È chiaro che se perdi come con l'Udinese il pubblico fischi. Ma quest'anno ci hanno sempre sostenuto, dobbiamo renderli orgogliosi"

di Manuel Del Vecchio

Siamo nella fase finale della stagione, quella in cui si decide tutto. Il Milan arriva da quattro sconfitte nelle ultime sette di campionato, ma è comunque terzo in classifica e pienamente padrone del proprio destino: l'obiettivo Champions League, dichiarato con fermezza da Allegri ad inizio stagione, è ancora ampiamente alla portata.

Momento di campo e fuori, il futuro di Allegri e la sua grande importanza per la squadra: la redazione di MilanNews.it ha intervistato in esclusiva Matteo Gabbia, uno dei senatori dello spogliatoio rossonero, discutendo di questo e tanto altro. Di seguito le dichiarazioni del difensore italiano, ormai prossimo al rientro in campo dopo aver recuperato dall'operazione subita ad inizio marzo.

Vi hanno fatto male i fischi di San Siro dopo la sconfitta contro l'Udinese?

"Dal pubblico abbiamo avuto sempre grande sostegno, ci sono state serate bellissime sia in casa che in trasferta. È chiaro che quando perdi una partita come quella di domenica scorsa è anche normale che ci fischino. Sono d'accordo con Rabiot quando dice che chiunque fosse stato sostituito avrebbe ricevuto quel trattamento, non erano indirizzati solo a Rafa. Non è qualcosa di individuale, ma quando subiamo dei fischi è una cosa di squadra. Noi dobbiamo cercare di portare sempre i tifosi dalla nostra parte. Quest'anno abbiamo sempre visto il loro sostegno, siamo la squadra con maggior numero di tifosi durante le partite, non possiamo fare altro che ringraziarli, cercare di mettere sempre il cuore in campo per renderli orgogliosi".

intervista di Antonio Vitiello e Pietro Mazzara.


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