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MN - Donadoni: "Comotto è un ragazzo serio e di prospettiva"

di Manuel Del Vecchio

Roberto Donadoni, ex centrocampista rossonero, ha risposto alle domande dei giornalisti presenti a margine della presentazione del nuovo libro di Carlo Pellegatti “50 partite, infinite emozioni. Il Milan”. Le sue dichiarazioni:

Di che male soffre questo Milan?

“Vedo che questi sono giorni dove il capro espiatorio è diventato un po’ il Milan. Credo che ci voglia un po’ di equilibrio in tutte le cose. Dal Milan di quest’anno non ci si aspettava che potesse fare chissà quali cosa, il campionato lo sta portando avanti in maniera più che dignitosa. Centrare l’obiettivo Champions è fondamentale, in questi ultimi periodi ha sofferto un po’ e spesso e volentieri si associa il risultato a quella che può essere una valutazione positiva o negativa e questo credo sia un errore. Ci sono partite dove magari ha raccolto qualcosa in più rispetto a quello che aveva espresso ma anche il contrario. Ormai siamo agli sgoccioli, bisogna solo essere focalizzati su quello che è il risultato utile da raggiungere e alla fine faremo tutte le considerazioni”.

Leao è divisivo. È un campione o no?

“Dipende sempre da che cosa si intende per campione. Io credo che il campione non è tanto quello che dimostra di avere qualità eccelse, ma quello che riesce a dare continuità di rendimento nel suo percorso. Questo credo che sia fondamentale. A me è capitato di avere a che fare con giocatori che qualitativamente erano nella normalità, ma avevano una forza di volontà, una convinzione, una determinazione che faceva in modo che l’allenatore non potesse mai prescindere da loro. Magari lì per lì dicevi che uno tecnicamente così non poteva giocare a certi livelli, ma poi ti rendi conto che ci sono tante altre qualità fondamentali”.

Sui rinforzi necessari per il salto di qualità:

“Nel Milan c’è un giocatore come Modric di cui tutti conosciamo l’età anagrafica. Però quante parole si sono spese a suo favore e in maniera del tutto positiva. Pur essendo un giocatore alla soglia dei 41 anni va in campo con una voglia di un ragazzino di 20. Questo deve essere lo spirito. Bisogna andare alla ricerca di giocatori che hanno questo tipo di attitudine. Chiaro che ci vogliono anche qualità tecniche, questo è pacifico. Bisogna saper trattare la palla, ma oggi più che mai sono fondamentali quelle qualità di cui ho parlato poc’anzi”.

Quindi Allegri bisogna ascoltarlo…

“Beh, è chiaro che quando arrivi in una squadra l’ambizione e il desiderio è sempre quello di raggiungere un traguardo importante. I traguardi importanti si fanno con giocatori di qualità, è più che logico parlarne con il club per far sì che si possa centrare qualche innesto che possa allargare ulteriormente la rosa e dare, in un’annata che è difficile, lunga e faticosa, più possibilità”.

Quale può essere un centravanti da Milan?

“Oggi trovare centravanti buoni e validi… I nomi si conoscono e chi li ha se li tiene stretti. Abbiamo anche esempi di squadre che non hanno giocatori affermatissimi che però fanno del gruppo, della solidità e della qualità in prospettiva importante la loro forza e sono riusciti a fare un campionato di ottimo livello”.

Comotto è pronto della Serie A?

“Comotto è un ragazzo interessante, che con me ha quasi sempre giocato. È un ragazzo di prospettiva, di buone potenzialità. Un ragazzo serio, e questa credo che sia una qualità altrettanto importante. Dipenderà molto da lui, ci vuole anche la possibilità che gli allenatori che lo affiancheranno da qui in avanti gli diano supporto adeguato, perché i giovani hanno bisogno di avere una guida”.


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