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MN - Di Canio: "Senza Leao il Milan è più solido. Si arrabbierà con me? Che me ne frega, mica è mio cugino"

di Francesco Finulli
Fonte: dal nostro inviato, Lorenzo De Angelis

Anche Paolo Di Canio, ex calciatore tra le altre anche del Milan e opinionista, ha parlato al City Padel di Milano di Demetrio Albertini a margine del Legends Trophy, evento di Padel per ex giocatori di calcio che si tiene oggi a Milano. Di seguito le sue dichiarazioni rilasciate alla stampa, tra cui l'inviato di MilanNews.it.

MN - Un commento sul campionato del Milan? Lo può vincere?

"Bene il Milan, direi. Bisogna fare il confronto con l'anno scorso: è tutto l'anno che lotta per le prime posizioni. E poi sai, a 8 giornate dalla fine a -6... Max Allegri dice sempre che si guarda dietro perché deve assicurarsi la posizione minima ed è giusto così per un club come il Milan: ha accettato questa sfida di arrivare nelle prime quattro, non si può vedere il Milan fuori dalla Champions il prossimo anno. Però conoscendo Max sta lì e vediamo cosa succede tra qualche giornata: la prossima partita dirà molto, è uno scontro diretto perchè anche il Napoli si è fatto sotto. Con l'Inter così io credo sia giusto sperare e ambire"

MN - Leao è ancora l'attaccante del futuro del Milan?

"In Italia se vogliamo crescere dovete vedere, non l'Inghilterra che è un altro mondo, ma in Spagna e Germania dove non c'è nessun giocatore su cui l'opinione pubblica si divide sempre: "sì però se facesse, sì però i suoi gol li ha fatti...". Un però nel calcio che conta già è troppo. Con Leao ne usi sempre cinque o sei: non si può. Solo in Italia ci stiamo abituando, forse perché abbiamo poco talento, di accettare o sopportare. Se il Milan vuole crescere una squadra e un ambiente a livello mondiale non puoi avere un giocatore che non sai come si alza la mattina o come arriva. Quanto costa 1 euro? Vabbè ci proviamo. 8 milioni? Devo rinnovarlo? Lo dico io, non sono dirigente del Milan e sono affari loro"

Lei conosce Tare...

"Avete visto l'atteggiamento all'Olimpico, mi sembra chiaro il labiale di Tare quando stava uscendo Leao: perchè per un dirigente serio che ha giocato a calcio, ha fatto calcio, che ha costruito la Lazio come l'ha costruita e l'ha portata a rendere bene con giocatori presi a prezzi accettabilissimi e che vuole riportare il Milan agli antichi fasti, un atteggiamento così non esiste. Ci può stare lo scazzo di un giocatore che si arrabbia un attimo perché in quel momento ci tiene molto: il problema è la conduzione generale nel tempo di un giocatore che avrebbe avuto tutte le potenzialità. Ha 27 anni... Se tu sei stato più forte a 21 anni che a 27... I gol contano quando nello stesso campionato la differenza si vede con o senza Leao, quando lui c'è. Senza di lui il Milan fa più gol ed è più solido: 21 gol segnati, 8 vittorie e 3 subiti"

Lo sa che Leao si arrabbierà per queste parole?

"Che me ne frega, io sono qui per dire quello che penso: non è mio fratello o mio cugino. Anche io ho preso tante critiche, non è che ce l'ho con lui. Tanti altri giocatori dico che sono fortissimi e bravissimi: Yildiz è affidabile e serio, mirato per diventare un campione. Io parlo di dimensione, non sto parlando del campo di periferia: al Bar Corallo al Quarticciolo dici che quello lì è forte però fatelo giocare, gli altri non sono bravi..."

Però non è un centravanti Leao...

"È un attaccante. Certamente è meglio per lui giocare da punta perché segna di più giocando meno: in Italia è facile, una palla avanti e prima o poi con le difese non così solide, una giocata la trovi. Il problema è cosa produci durante la partita al di là del tuo gol. Se io avessi un giocatore, anche svogliato, che mi fa tre gol a partita, lo accetterei: ma il Milan non si può permettere questo, anche per costruire un'idea non solo in campo ma anche nell'atteggiamento di quando ti alleni. Quello che ho visto nell'ultima partita. A parte il gioco corale quando fa gol Rabiot, ci sono 5/6 interpreti che si dividono gli spazi con Fofana che diventa punta aggiunta e poi si ricicla quando la palla arriva ad Athekame, poi arriva Modric che infila per Pulisic che manda sul secondo palo a Rabiot che segna dopo aver crossato dall'altra parte. C'è un gioco corale di squadra perché sanno che tutti saranno premiati nel giocare per gli altri. E quando ha segnato Rabiot, Modric e gli altri vanno da Pulisic che fa l'assist: premiano il compagno. Questo è gioco di squadra, unità di intenti, volersi bene e rispettarsi con l'altro. Detto questo non è che ce l'ho con Leao. Io sono anche incazzato con Leao: 1,88, capacità di corsa, una tecnica che è volta al servizio di squadra... Però tante volte dici "che sta' a pensà?", alla sala registrazioni che deve cantare? Sta pensando ad altre cose. Mi dà l'idea che il calcio, siccome ha un talento, sia un fatto di normalità, che arrivi al campo solo per giocare: però il vero divertimento sono la sala di registrazione e le sfilate a petto nudo come un mese fa di inverno. Un tempo se stavi un giorno intero di inverno a petto nudo... Se lo può permettere ha un fisico meraviglioso ma dico: si può accettare a livello professionistico? A parte i set di fotografia per promuovere i brand, fai bene: ma una sfilata intera girando a petto nudo. È cambiato l'approccio con i giovani ma non può essere cambiata la disciplina e la regola: quella va rispettata, le regole sono uguali. Se vuoi costruire l'Atletico Madrid: vai da Simeone, avete sentito cosa ha detto su Lookman? Se vuole giocare con noi deve correre di più, saper difendere per la squadra, sennò qui non giochi"

Come fa il Milan a venderlo Leao?

"Me lo chiedi a me? Che ne so, mica sono Tare o gli altri. Mica sto dicendo che se ne deve andare. Magari fa una svolta in un colpo solo e io sarei il primo a dire che pensavo che non sarebbe cambiato mai e mi godrei questo talento nella sua massima espressione"


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