.

MN - D'Amico sulla classe arbitrale: "A volte troppo permalosa e autoreferenziale"

di Federico Calabrese

Stasera il Milan ospiterà a San Siro il Como per provare a mettere pressione all'Inter. Ma sono momenti in cui il calcio italiano si sta portando dietro giorni complicati. Dopo il caos in Inter-Juventus, infatti, gli evidenti problemi del Var stanno facendo parlare tanto, senza tralasciare gli evidenti errori arbitrali che stanno condizionando la corretta fluidità della gare. Per affrontare questi argomenti, è intervenuto ai microfoni di MilanNews.it il procuratore Andrea D'Amico.

La classe arbitrale italiana come la vedi?
"A volte è troppo permalosa e autoreferenziale. Ma anche sotto pressione. E quando l’arbitro arbitra pensando al VAR, e il VAR controlla pensando alle polemiche, nessuno decide davvero. Il calcio italiano non ha un problema di tecnologia. Ha un problema di fiducia. E la fiducia, a differenza del fuorigioco, non si misura al centimetro ma sulle persone che governano il sistema. È per questo che gli arbitri dovrebbero essere autonomi e fuori dal governo del calcio. Invece noi ci teniamo un vicepresidente federale che è il capo del sindacato giocatori (come se il vice della Meloni fosse Landini) e gli arbitri all’interno del consiglio federale che governa sul calcio. Qui non c’entra però la fiducia. Si chiama incompatibilità oggettiva".


Altre notizie
PUBBLICITÀ