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MN - Bazzani: "Leao sta interpretando bene il ruolo di punta, poi per qualità e modi di stare in campo fa fatica a giocare spalle alla porta"

di Antonello Gioia

Fabio Bazzani, ex attaccante in Serie A con le maglie di Sampdoria e Lazio, oggi opinionista per DAZN è intervenuto così in esclusiva per la redazione di MilanNews.it. Si riporta di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.

L'attacco del Milan, da Leao a Pulisic: cosa non sta funzionando?

"Quello è un reparto formato da giocatori non prettamente da area di rigore, lo abbiamo visto. Nonostante questo i vari Leao e Pulisic hanno segnato più di 8 gol a testa, con una condizione altalenante, non sono mai riusciti ad essere continui per i tanti problemi fisici. Poi come ti ho detto, non li vedo come due prime punte, non hanno queste caratteristiche. Leao secondo me sta interpretando bene il ruolo che gli ha dato Allegri, poi per qualità e modi di stare in campo fa fatica a giocare spalle alla porta, ha caratteristiche diverse ma a livello numerico non ha fatto male.”.

MILAN, ORA BLINDA LA CHAMPIONS

Il pareggio contro il Como e la sconfitta con il Parma hanno rallentato (e di molto) la corsa, facendo scivolare vertiginosamente il Milan a -10 dall'Inter capolista. Un distacco che fa rumore, ma che non deve diventare un macigno mentale, anche perché la stagione rossonera non si può misurare su una settimana storta. Si misura su un percorso, su un'identità costruita giorno dopo giorno e su un obiettivo dichiarato con chiarezza da Massimiliano Allegri nel corso di tutti questi mesi: la qualificazione in Champions League, Allegri lo ripete dall'inizio, senza nascondersi dietro a nulla: il traguardo numero uno per il Milan è tornare stabilmente nell'élite europea. Tutto il resto viene dopo. I 54 punti conquistati in sei mesi non sono frutto del caso, ma di organizzazione, equilibrio e crescita costante. Quella rossonera è una squadra che ha saputo reagire alla sconfitta all'esordio contro la Cremonese, trasformandola nella scintilla che ha acceso il motore. Oggi serve la stessa lucidità: niente processi, niente panico. Solo lavoro. Perché la classifica si muove con continuità, non con gli umori. Adesso è il momento di fare squadra. Attorno al mister, all'ambiente, ma soprattutto attorno a se stessi. Le grandi squadre si vedono nelle reazioni, non nelle cadute. Questa battuta d'arresto contro il Parma può essere l'olio necessario per lubrifiare di nuovo ingranaggi, non la sabbia che blocca tutto. La macchina rossonera, guidata da Allegri, ha dimostrato di saper viaggiare a ritmi alti e costanti, non bene ma benissimo. Per questo motivo ritrovare compattezza, fame e concentrazione è la chiave per rimettersi in marcia. La Champions a questo punto non è più un obiettivo, ma quasi un obbligo. E dipende solo dal Milan. 


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