MN - A. Panenka gonfia il petto: “Anche se Brahim Diaz avesse segnato il cucchiaio, io rimango sempre il primo. Tutti i campioni mi vogliono copiare, sono il più grande”
Antonin Panenka torna a far parlare di sé. Dopo essersi scelto come migliore di tutti i giocatori della storia del Milan, ora il Re del cucchiaio diventato famoso per il rigore della vittoria della Cecoslovacchia contro la Germania a Euro 1976, ha rilasciato un intervista esclusiva ai microfoni di Alessandro Schiavone per MilanNews.it.
Antonin, lei avrebbe qualcosa da dire all’ex trequartista rossonero Brahim Diaz che rispetto a lei 50 anni ha fatto un pasticcio clamoroso dal dischetto nella finale di Coppa D’Africa...
“La sua rincorsa è stata troppo lenta. E’ importante che il movimento, gli occhi, i piedi e le mani non rivelino le tue intenzioni. Il messaggio che devi dare al mondo al momento che ti presenti dal dischetto è: lo batto in modo normale. Comunque…”
Ci dica
“Anche se Brahim Diaz avesse segnato io sarei sempre rimasto il primo a farlo. Lui mi avrebbe solo copiato dopo 50 ANNI.”
Si dice che l’abbia fatto apposta.
“Questo non ve lo so dire ma tu non puoi calciare un rigore in quel modo, senza allenarti prima! Penso che l’idea di fare un ‘Panenka’ e’ stata una decisione spontanea di quel momento. Ma non è stato abbastanza. L’ex giocatore del Milan si sarebbe dovuto allenare due, tre, quattro settimane o anche mesi prima. L’avesse fatto, il rigore sarebbe entrato.”
Ma il fumantino Sepp Maier le ha mai perdonato il cucchiaio più famoso della storia di 50 anni fa?
“Il problema siete voi giornalisti che scrivevate che il mio scopo era di prendere in giro Sepp Maier... che cazzate! Per me era solo il modo più facile per segnare, tutto qui. Non c’erano altre motivazioni!”
E lei rispetto a Brahim Diaz si allenò...
“Iniziai due mesi prima della finale di Euro 76, facendolo in gare di campionato ceco e nelle amichevoli. Più tardi poi l’ho ripetuto nel campionato austriaco e nelle competizioni europee.”
Il rigore lo ha reso immortale…ma ha anche oscurato tutto il resto della sua carriera. Le da fastidio essere ricordato solo per quel gesto?
“Anche io ero sorpreso che il mio cucchiaio abbia trovato un posto così profondo nella storia del calcio. Era un gesto senza precedenti…ma quello che mi rende più fiero è il fatto che cosi tanti campioni hanno copiato la mia invenzione…”
Pirlo, Zidane, Totti: tantissimi
“E questa e’ la soddisfazione più grande”
Ma chi era il più grande tra lei Johan Neeskens, Andres Iniesta, Luka Modric e Andrea Pirlo?
“Che domanda scontata! Io, Panenka.”