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Milan, un trofeo ma tanti milioni spesi: ecco quanti nelle ultime quattro stagioni

di Federico Calabrese

Il Milan concluderà questa stagione senza trofei. Fino ad ora, nella gestione Gerry Cardinale, è arrivata solo una Supercoppa italiana. Eppure, come ricorda il Corriere dello Sport, di soldi, ne sono stati spesi tanti, per un totale di più di 500 milioni di euro in quattro anni di mercato.

Nel 2022/23 62 milioni di euro, nel 2023/24 132 milioni, nel 2024/25 139 milioni e nel 2025/26 170 milioni, a fronte di una campagna cessioni abbondante (soprattutto di calciatori chiave, come Tonali, Theo e Reijnders) per un totale di 315 milioni di incassi. 

Cosa vogliamo fare con il Milan? Il problema è al vertice. Attenzione ai cambi a fine stagione

di Antonio Vitiello   @AntoVitiello

Per il quarto anno di fila il Milan non è stato competitivo in campionato. Mancano ancora sei giornate e per ora il distacco con il primo posto è di 12 punti, l’anno scorso è stato di 19 punti, due anni fa ancora 19 punti, tre anni fa addirittura 20 punti. Insomma dallo scudetto del 2022 in poi i rossoneri hanno accumulato sempre tantissimo distacco dalla capolista (in quattro anni oltre settanta punti!!!). Questo significa che il Milan non è competitivo, e da quando è arrivato il fondo americano Redbird non lo è mai stato.

Sono dati oggettivi, fatti reali, basta leggere i piazzamenti in classifica e i punti degli ultimi quattro campionati. Dunque un altro anno sta per passare, ma la domanda è: cari americani, cosa vogliamo fare con il Milan? Si continuerà a vivacchiare ogni stagione? Purtroppo la risposta la conosciamo già. Perché lo stesso quesito lo ponevamo in questo spazio editoriale nel novembre del 2024, e da quel giorno ad oggi sono cambiati giocatori e allenatori ma il Milan continua a non essere protagonista in campionato, e continua a non vincere scudetti.

Presto si concluderà un’altra annata, speriamo in Champions altrimenti verranno a mancare anche i 70 milioni per il mercato provenienti dalla partecipazione alla competizione europea più importante, e poi si spera in un nuovo mercato. Ma con quali prospettive? Per ripetere in loop la stessa situazione anche nella prossima stagione?

Si nota che l’umore della piazza nei confronti di Allegri è già cambiato, sarà probabilmente lui il prossimo capro espiatorio (?), oppure Leao, come negli anni passati sono stati Pioli, Theo Hernandez, Fonseca o Conceiçao. Ogni anno c’è un colpevole da far fuori ma in verità il problema reale è al vertice del Milan. Di chi amministra la società, di chi fa scelte dirigenziali e chi dà una direzione a questo progetto.

La filosofia americana del fondo Redbird non si può sposare con l’ambizione sportiva del Milan. E i quattro anni di gestione Cardinale ne sono la testimonianza. Il modello di business che ha in mente l’imprenditore americano non può combaciare con la fame di vittorie e la passione del tifoso milanista. E attenzione perché alla lunga anche questa verrebbe meno. Si faccia parecchia attenzione.

Comunque non è finita qui perché a fine stagione qualcosa potrebbe accadere ancora. Non ci sono certezze di permanenza su nessuno, e le voci che prima giravano ora cominciano ad essere più insistenti. Ci auguriamo che per il Milan sia l’ultimo anno di purgatorio, ma resta solo una speranza...


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