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Milan a pezzi, Braglia: "Non c'è più identità e un filo logico per poter arrivare all'obiettivo Champions"

di Niccolò Crespi
Fonte: TMW Radio

L'ex portiere Simone Braglia ha parlato dei temi del giorno a TMW Radio, durante Maracanà. Di seguito un estratto delle sue parole sul Milan, uscito sconfitto pesantemente contro il Sassuolo:

"C'è un ambiente che non è più quello di due mesi fa. Sembrerebbe un ambiente che si sta disgregando e perde pezzi. Non c'è più identità e un filo logico per poter arrivare all'obiettivo Champions. Temo fortemente che Juve o Milan potrebbe rimanere fuori. Se la Roma vincesse stasera, credo possa essere la favorita".

L'editoriale di Pietro Mazzara per MilanNews.it

Il Milan è entrato in crisi nel momento peggiore per farlo e adesso vivrà le prossime tre settimane con quell’ansia che abbiamo imparato a conoscere bene negli anni passati. L’ansia di non farcela, di giocare in un ambiente pesante e sfiduciato (domenica con l’Atalanta il solito porto turistico a San Siro non servirà) da quello che si vede sul rettangolo di gioco da dopo il derby in avanti. Un tracollo impressionante, figlio di molteplici fattori che vanno ricercati in quello che accade a Milanello durante gli allenamenti in primis, perché in campo ci vanno i calciatori che dovrebbero applicare quello che viene preparato in settimana.

C’è una crisi ormai profonda dal punto di vista offensivo che si racchiude in un dato: 727 giorni sommati senza che un attaccante del Milan trovi la via della rete. Un numero che inquieta e che si sviluppa così: Pulisic non segna da 127 giorni (28 dicembre), Füllkrug dal 18 gennaio (106 giorni), Christopher Nkunku da 70 giorni (3 febbraio), Rafael Leao dal 1° marzo (64 giorni) mentre Santiago Gimenez è a quota 360 giorni e sabato abbatterà il muro dell’anno solare senza aver messo un pallone alle spalle di un portiere in campionato (pur con la discriminante della gestione dell’infortunio alla caviglia che pesa in questo computo). (LEGGI QUI)


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