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Massimo Ferrari senza mezzi termini: "Uno come Paolo Maldini ci può e ci deve stare"

di Francesco Finulli

Tra i tanti nomi che sono circolati in questi giorni come possibili profili in grado di raccogliere l'eredità lasciata da Giorgio Furlani come amministratore delegato del Milan, è comparso anche quello di Massimo Ferrari. L'esperto manager italiano lascerà la guida di WeBuild a settembre dopo 15 anni ed è già stato nel CdA rossonero ai tempi di Elliott. Oggi Ferrari è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport per parlare del suo futuro e del futuro del Milan, di cui peraltro è anche grande tifoso.

Le parole di Massimo Ferrari sui nomi da cui dovrebbe ripartire il Milan a livello societario: "Dico che l'ad deve essere pagato come gli altri, fare da controllore, saper dire dei no, smussare gli angoli, far lavorare tutti ed essere il guardiano della comunicazione. Deve governare un board di gente che sappia o di conti, o di regole, o di calcio. Ci vuole un allenatore leader. E alla direzione tecnica serve qualcuno di credibile. Lo dico subito: penso che uno come Paolo Maldini ci possa e ci debba stare".

Le parole di Massimo Ferrari sull'accusa di Cardinale secondo cui Paolo Maldini non farebbe squadra: "Ciascuno ha i suoi difetti, ma una società lo gesti-sce. Certo, poi bisogna distribuirgli delle deleghe. D'altra parte chi guida l'area tecnica non deve poi interferire con l'allenatore. Che a sua volta non può imporre a scatola chiusa tutti i suoi collaboratori, perché, come dicevo, nell'ambito medico o della preparazione, bisogna rispettare standard di innovazione e di alta qualità".


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