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Marchetti: "Quella del Milan sembra più una decisione determinata dalla pancia che dalla razionalità"

di Manuel Del Vecchio

Ad una settimana dai licenziamenti di Furlani, Tare, Allegri e Moncada, il Milan è ancora senza sostituti. Luca Marchetti, in diretta su Sky Sport 24, fa il punto della situazione:

FUTURO MILAN, LE PAROLE DI LUCA MARCHETTI

“Penso che la parola confusione non sia neanche la più forte che possiamo utilizzare, perché in realtà questo è. È una situazione di grande incertezza, non abbiamo certezze noi, non le hanno i nostri colleghi; stiamo cercando di raccontare quello che piano piano scopriamo, piano piano il Milan sta facendo e piano piano il Milan sta cercando di costruire. A fronte di un azzeramento totale di quelli che sono stati i vertici, soprattutto sportivi, della squadra è di fatto passata una settimana e non sono ancora arrivate delle certezze. Questo è il clima che si respira intorno al Milan. È un Milan che deve ricostruirsi ed è un Milan che non ha ancora deciso che direzione prendere. Glasner è un allenatore seguito dal Milan, come ce ne sono stati tanti altri. C’è Rangnick, che in questo momento è focalizzato sull’Austria ma avrebbe un progetto diverso da quello di un allenatore normale. Anzi, se dovesse mai maturare questo rapporto con il Milan potrebbe essere un plenipotenziario sportivo all’interno del mondo rossonero: ha già illustrato a grandi linee quale dovrebbe essere il suo progetto. E se questo dovesse andar bene al Milan significherebbe avere un controllo totale dell’area sportiva. Ma non so se questo è quello che vuole il Milan.

Si è parlato di altri profili come DS e come allenatori. Quando c’è un cambiamento così forte ci deve essere una direzione che già sai qual è quella presa, perché questa è sembrata più una decisione determinata dalla pancia che dalla razionalità. Evidentemente le cose non piacevano a Cardinale e Ibrahimovic, e quindi qualche cambiamento ci sarebbe stato. Sono arrivati dei risultati sportivi sicuramente non soddisfacenti, quindi questo ha comportato anche il cambio di allenatore. Per quanto riguarda la gestione della società almeno la linea chiara lo è: in questo momento vince la linea Cardinale e vince la linea Ibrahimovic. Questo però è l’unico punto fermo in questo momento. Non sappiamo che tipo di ruolo può avere Ibrahimovic all’interno della società rossonera, se dirigenziale o se rimarrà come consulente. Non sappiamo chi sarà il nuovo AD, visto che Calvelli rimane vicino a Cardinale ma in questo momento non avrebbe la necessità di andare a prendere le redini del Milan come AD. Non abbiamo certezza su quello che sarà il ruolo del DS e dell’allenatore. Sono ancora in corso delle interlocuzioni che necessitano approfondimenti, sia per impegni che possono avere queste figure, sia perché il Milan vuole farsi un’idea più approfondita. Fatto sta che siamo arrivati già a giugno e il Milan in questo momento non ha né l’Amministratore Delegato, né il Direttore Sportivo, né l’allenatore”.


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