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Llorente: "All'Italia uno come Allegri servirebbe, ma non penso che il Milan lo lascerà andare facilmente"

di Lorenzo De Angelis

Intervistato dai colleghi di Tuttosport, l'ex attaccante della Juventus Fernando Llorente ha presentato l'importante sfida in programma domani sera a San Siro tra il Milan e la Vecchia Signora

Llorente, lei sa bene come si batte il Milan. 
"Era un’altra Juve ed era un altro Milan, naturalmente. L’anno in cui con Tevez ho deciso Milan-Juve eravamo fortissimi, ma soprattutto affamati. Dovevamo scrivere la storia, ce lo imponeva Conte. Dopo che avevamo vinto il campionato dovevamo giocare contro l’Atalanta in casa. Il mister ci fece festeggiare, ma è stato un martello nel preparare quella partita: i 102 punti restano leggendari, Antonio era fissato. E ci ha trasmesso tantissimo: ti fa venire voglia di continuare a vincere. Non era facile da gestire per chi era al terzo anno con lui, ma con uno così sei sempre sicuro di competere ai massimi livelli". 
 
Conte spettatore interessato del duello Allegri-Spalletti. Finora chi ha fatto meglio tra i due? 
"Max da quando ha preso il Milan ha fatto bene: ha praticamente blindato la Champions League. Onestamente nessuno poteva chiedergli di vincere subito. Spalletti invece ha dato un’impronta profonda, la Juve è una delle squadre migliori d’Europa per il calcio che esprime". 
 
Sarà un’estate di duelli tra Milan e Juve, anche sul mercato. In ballo ci sono Bernardo Silva e Goretzka. 
"Bernardo Silva è un fuoriclasse: chi non lo vorrebbe in Italia? Lo prenderei subito, sono convinto che alzerà il livello della Juve in maniera incredibile, come ha fatto Modric al Milan. Goretzka, invece, penso serva di più ad Allegri: è un altro grandissimo campione, in Serie A può essere dominante". 

Cosa serve ad entrambe per vincere lo scudetto l’anno prossimo? 
"Non è un caso che la Juve abbia raccolto tanti risultati dal momento in cui ha sistemato la difesa. E non è un caso che il Milan sia calato quando dietro ha iniziato a concedere qualche gol di troppo. Saranno entrambe da titolo se nell’organizzazione difensiva, più che in quella offensiva, cresceranno". 
 

Alla Juve c’è il nodo Vlahovic. Tra due mesi potrebbe addirittura cambiare sponda e passare al Milan. Con i bianconeri è un capitolo chiuso? 
"Mi è piaciuto il carattere di Dusan quando si è imposto, prima dell’infortunio, dopo tutte le polemiche dei mesi estivi. È stato un leader, fossi nella Juve farei il possibile per tenerlo: a David e Openda è mancata fiducia, a lui no, forse ha qualcosa in più a livello di personalità". 
 
Milan-Juve sarà rovente pure per Lewandowski.  
"Il meglio della sua carriera l’ha già fatto, ma porta in Italia un’esperienza incredibile. Sì, a entrambe serve uno da 20 gol a stagione: per la Juve Robert può diventare per Spalletti ciò che è stato Carlitos Tevez per Conte, ovvero quel giocatore che completa un gruppo già molto forte". 
 
E su Rafael Leao? Che valutazione dà alla sua stagione? 
"È straordinario per i colpi che ha, ma gli manca continuità di rendimento. Ha qualità enormi, deve potersi esprimere con regolarità: i campioni non vivono di alti e bassi". 

Chi arriverà davanti tra Milan e Juve? 
"La Juve sta andando forte: col quarto posto blindato penso che in qualche modo troveranno più serenità in tutto, anche nel raccogliere i frutti delle prestazioni. Spalletti ha dato tanto alla squadra: nei dettagli la squadra è maturata tanto, in Champions sono stati anche penalizzati dall’arbitraggio al ritorno contro il Galatasaray. L’espulsione di Kelly è stata devastante: ha distrutto la partita, la rimonta stava per essere completata. Meritavano di passare, ma da lì hanno costruito una seconda parte di stagione al top". 
 
Lei ha avuto Allegri alla Juve  . Lo immagina ancora al Milan o lo vedrebbe bene anche in Nazionale? 
"Può fare bene dappertutto, perché ha conoscenze calcistiche notevoli e gestisce i gruppi alla perfezione. Sa capire ogni giocatore. Non credo che il Milan lo lascerà andare facilmente. Certo, all’Italia uno così servirebbe: non ha senso che la nazionale azzurra sia fuori dal Mondiale per la terza volta di fila". 
 

Chi ha più chances di vincere lo scudetto l’anno prossimo? 
"Dipende dal mercato, ma secondo me saranno entrambe competitive. Molto di più rispetto a questa stagione". 
 
Come finisce a San Siro? 
"Partita tosta, ma penso 0-1. E segnerà Conceiçao". 


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