.

La Curva Sud contro Cardinale nel messaggio di fine stagione: risposta al manager americano punto per punto

di Francesco Finulli

Esattamente come capitato due settimane fa, prima dell'ultima partita giocata dal Milan a San Siro contro l'Atalanta, anche quest'oggi la Curva Sud Milano affida il proprio pensiero alla fanzine, pubblicata prima dell'ultimo impegno stagionale contro il Cagliari che sarà decisivo per la Champions League. Si riporta di seguito il testo integrale del messaggio della Curva.

"MILAN-CAGLIARI

Con il solito divieto assurdo e immotivato di andare a Genova per sostenere il Milan, ci ritroviamo oggi a lottare per raggiungere il traguardo minimo che una società come la nostra dovrebbe conquistare ogni anno e al quale non vogliamo ovviamente rinunciare, contro un Cagliari che non ha più nulla da chiedere al campionato e contro una delle tifoserie più “furiose” nei nostri confronti.

Motivo in più per tifare al massimo anche oggi, come abbiamo fatto per tutto il campionato a differenza di ciò che dice l’americano, presente in appena 3 circostanze in questa stagione.

Poi sarà tempo di bilanci, ringraziando chi ci ha permesso di arrivare, nonostante tutto, a giocarci un posto Champions all’ultima giornata: mister Allegri e Igli Tare, le cui voci sul suo presunto licenziamento a fine stagione ci lasciano con l’amaro in bocca. Se così fosse, il direttore sportivo sarebbe solo l’ultima vittima dell’incapacità altrui, di una dirigenza che non ha fatto altro che intromettersi nelle scelte degli acquisti e nelle conseguenti operazioni di mercato, senza dimenticare gli effetti devastanti che i comportamenti di alcuni “manager” rossoneri hanno avuto sulla gestione del gruppo e dello spogliatoio. E così come ogni anno, anche questa volta sono riusciti a trovare il nuovo capro espiatorio, l’ennesima testa da consegnare all’americano per mascherare i propri fallimenti, quando i signori Furlani, Ibrahimovic e Moncada dovrebbero essere i primi a dover riconoscere i propri errori e fare le valigie, liberando il Milan e i milanisti dalla mediocrità portata negli ultimi 4 anni…

MATCH DAY

Parole parole parole… Ha tenuto banco nella scorsa settimana la lunga intervista del proprietario del Milan, Gerry Cardinale, che dopo anni di silenzio si è svegliato dal suo dorato letargo per snocciolare promesse astratte, concetti già triti e ritriti, insomma le solite parole volte a placare la contestazione dei tifosi milanisti.

Eh sì, perché queste parole arrivano proprio quando tutti i media internazionali hanno mostrato e raccontato ciò che sta succedendo intorno al Milan, le proteste e il disagio di una intera tifoseria che vanno a incrinare l’immagine e la gestione di RedBird: ecco perciò la paternale in una lunga intervista studiata a tavolino con la Gazzetta dello Sport, giornale che di giornalismo ormai non ha più nulla dato che non ha fatto neanche un trafiletto per la contestazione dei tifosi di domenica scorsa, salvo concedere pagine al proprietario dove cerca di smorzare i toni, di calmare un ambiente devastato da questa proprietà, di rassicurare il mondo della finanza più che l’ambiente milanista.

Cardinale ha detto di non biasimare i tifosi milanisti per essere arrabbiati perché lo è anche lui, e lo racconta dopo che questa proprietà (LA SUA), ha portato avanti una crociata contro la Curva Sud e tutto il tifo organizzato, svuotando San Siro non solo di tifosi veri ma anche di quella passione e di quel colore che lo hanno reso uno stadio leggendario. La cricca made in USA ha portato avanti una “sostituzione etnica” volta ad allontanare i sostenitori più fedeli, più caldi, per sostituirli con clienti, consumatori e turisti del calcio, nella più evidente e conclamata logica dello show business, con risultati disastrosi che sono sotto gli occhi di tutti.

Cos’ha capito Cardinale dei Milanisti e del Milanismo? Come può un proprietario di una delle squadre più blasonate del mondo e che è mancato dagli stadi per oltre un anno per paura di essere contestato, arrogarsi il diritto di dire ai tifosi che la squadra va sostenuta quando la tifoseria del Milan non ha mai smesso di cantare per tutto l’anno anche di fronte a prestazioni imbarazzanti?! Come può farlo quando la sua società ha acconsentito in silenzio senza battere ciglio, di fronte ai divieti assurdi imposti a San Siro a confronto con settori ospiti in tutta Italia riempiti di colore e di passione senza folli limitazioni? Come può farlo quando la sua società ha accettato senza battere ciglio, tutti i divieti assurdi imposti alla tifoseria imposti a San Siro, mentre i settori ospiti di tutta Italia venivano riempiti di colore e di passione alcuna limitazione?

Oggi, infatti, abbiamo una squadra da quarto posto che si deve ancora qualificare all’ultima giornata, dopo aver lottato per mesi in cima alla classifica con limiti di organico e che a gennaio è stata colpevolmente lasciata così senza accontentare le richieste di Mister e DS per provare a lottare fino a maggio. I Milanisti non vogliono vincere per forza, i Milanisti vogliono una squadra che sia costruita per provare a vincere, vogliono giocatori che riflettano le ambizioni del loro popolo e che siano all’altezza della storia del loro Club; questo chiediamo al sig. Cardinale, siamo stanchi delle sue interviste boriose sul suo essere un vincente e un ambizioso, perché gli ultimi quattro anni lo hanno smentito clamorosamente e nel modo più doloroso per chi davvero ama il Milan.

Cardinale riappare sul finale dell’ennesima stagione opaca, dopo essere stato lontano a lungo dal mondo rossonero, mancando perfino alla festa dei 125 anni del Milan (sempre per non essere contestato) e oggi ci racconta di essere tornato per mettere le cose a posto, per capire cosa non ha funzionato e cosa migliorare, perché lui ha speso tanto ed è un vincente e lo dice senza ridere perché probabilmente non ha mai fatto un giro del museo in via Aldo Rossi, o perché non ha mai visto qualche partita del Diavolo nelle storiche notti europee, o perché non sa per quali calciatori ha messo i SUOI soldi: se è vero infatti che sotto la sua gestione sono stati spesi tanti soldi (e male come sottolineato in primis da lui), è altrettanto vero che gran parte dei quattrini spesi sono arrivati dalle vendite di calciatori importanti, smantellando ogni volta la spina dorsale della squadra impedendole di competere per vincere.

E visto che la proprietà non sembra intenzionata a vendere (PURTROPPO, anche se la speranza è sempre l’ultima a morire…), allora che inizi seriamente a porre rimedio già da domani, ai disastri combinati in questi anni in cui hanno pagato tutti tranne i principali colpevoli: VIA Furlani e Moncada, per le scelte disastrose che hanno relegato il Milan a ruolo di comprimaria. VIA Ibrahimovic, tanto valido come calciatore quanto dannoso nelle vesti dirigenziali, figura nociva e divisiva nel gruppo squadra e spesso assente o fuori luogo nei momenti di difficoltà. E perché no, VIA Scaroni del quale nessuno ad oggi ha ancora capito l’utilità.

Nel monologo dell’americano si legge, infine, che bisognerebbe avere le persone migliori in tutte le aree societarie: anche qui ammette “non ci siamo ancora”. Ed in effetti non c’è una singola area del Milan che funzioni, dall’area sportiva all’area commerciale passando il booking, ma anche questo è solo grazie alle persone migliori scelte da lui. Il Milan non è un marchio, non è intrattenimento, non è show business, non è speculazione e finché ci saranno questi personaggi che non ragioneranno in questi termini, uccidendo giorno dopo giorno passione e Milanismo, sarà davvero difficile rivedere la luce in fondo al tunnel…"


Altre notizie
PUBBLICITÀ