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Kaladze: "Champions? Mi sono detto: 'Manca qualcosa'. E quel qualcosa era il Milan"

di Francesco Finulli

Dall'emozione di essere il primo calciatore georgiano a vincere la Champions League, a quella di diventare sindaco di Tbilisi, capitale del suo paese: la storia di Kakhaber Kaladze, ex difensore rossonero, è da film. E in questa pellicola lo spazio più rilevante se lo tiene stretto il Milan, club a cui il giocatore ha legato la sua carriera e a cui ancora oggi è legatissimo. Lo dimostra l'intervista che Kaladze ha rilasciato questa mattina ai microfoni della Gazzetta dello Sport e in cui intreccia temi del passato con quelli del presente. Un estratto delle sue dichiarazioni.

Kaladze sulla questione Champions e se gli fa effetto vedere il Milan fuori dalla massima competizione europea per club: "E come potrebbe non farmelo? L'ultima giornata del girone è stata uno spettacolo, ma a un certo punto me lo sono proprio detto: "Manca qualcosa". E quel qualcosa era il Milan. Ha ragione Max Allegri quando dice che ritornare in Champions è un dovere. Non sono più l'unico georgiano ad averla vinta? Lo so, lo so. Sono stato molto felice per Kvaratskhelia, che conosco personalmente, anche perché suo padre giocava con me in Georgia. E un ragazzo per bene, fin troppo timido, e un giocatore speciale. E poi, per ora, resto l'unico ad aver alzato due volte la Champions".


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