Jashari: "Giocare in Serie A ti obbliga a pensare rapidamente e a migliorare sotto tanti aspetti"
Ardon Jashari ha potuto esordire con la maglia della sua Svizzera ieri sera contro il Qatar, alla prima in questo Mondiale 2026. Non proprio però indimenticabile come partita, visto il pareggio allo scadere da parte dei qatarioti. Ci sono ancora però due partite per rialzare la testa e passare il girone, così come una stagione per ripagare tutta la fiducia che ambiente e club hanno dato al centrocampista elvetico nel corso dello scorso, complicato, campionato. Di questo Ardon Jashari ne è ha parlato ai taccuini dei colleghi de Il Corriere del Ticino dicendo. Ecco un estratto delle sue considerazioni:
"Non è stato facile. Sono arrivato ad agosto e poco dopo è arrivato quel problema al perone che mi ha tenuto fuori a lungo. Quando rientri da uno stop così importante hai bisogno di tempo per ritrovare la migliore condizione fisica e il ritmo partita. Nella parte finale della stagione, quando ho avuto più spazio, credo di aver disputato anche delle buone gare. Sono convinto che il mio vero valore si vedrà quando riuscirò a giocare con maggiore regolarità. Più minuti hai nelle gambe, più cresce la fiducia e più facile diventa trovare l'intesa con i compagni e con il sistema di gioco.
La Serie A è molto diversa dai campionati in cui avevo giocato prima. È un torneo molto tattico, con difese sempre ben organizzate e spazi ridotti al minimo. Per questo il gioco a volte è più lento e trovare le giocate in avanti non è mai semplice. È un campionato che ti obbliga a pensare rapidamente e a migliorare sotto tanti aspetti".