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Inchiesta San Siro, il sindaco Sala: "Si è cercato di evitare che Milan e Inter abbandonassero Milano. Con loro interlocuzioni fisiologiche"

di Antonello Gioia

"Al momento - ha spiegato in una nota il Sindaco di Milano Sala - non abbiamo sufficienti elementi conoscitivi se non quelli che stiamo apprendendo dai media. Ci sembra comunque giusto chiarire alcuni aspetti. Innanzitutto, da quel che si capisce, non c’è il minimo riferimento a ipotesi corruttive e ciò è di fondamentale importanza. Inoltre va chiarito che la Legge Stadi e le procedure di Partenariato Pubblico Privato richiedono delle interlocuzioni preliminari con i club calcistici; queste interlocuzioni sono, dunque, fisiologiche. Detto ciò, attendiamo con fiducia lo sviluppo delle indagini ritenendo che gli uffici abbiano operato in buona fede e per il bene di Milano. Si è cercato di far fronte a un rischio (e cioè l’abbandono della città di Milano da parte delle nostre due società calcistiche) attraverso una trattativa estremamente lunga, complessa, dura e condotta nell’esclusivo interesse pubblico”.

LA NOTA ANSA

(ANSA) Per l'indagine sulla vendita di San Siro sono in corso perquisizioni in Comune a Milano, alla M-I Stadio di Milan e Inter e nelle abitazioni sia di ex dirigenti e consulenti delle due squadre, sia degli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e del dg di Palazzo Marino, Christiann Malangone.

La Gdf sta eseguendo un decreto del gip Roberto Crepaldi che ha accolto un' istanza dei pm. Tra gli indagati ci sono anche Mark Van Huukslot e Giuseppe Bonomi, uno già manager del club nerazzurro e l'altro presidente di Sport Life City, controllata del Milan, ed Alessandro Antonello, ex ceo corporate Inter.

L'inchiesta sulla vendita di San Siro, coordinata dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi ed affidata ai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf di Milano, ipotizza la turbativa d'asta e la rivelazione del segreto di ufficio.

Reati contestati, oltre agli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e a ex manager e consulenti di Inter e Milan, anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan.

Le perquisizioni - anche presso terzi - e i sequestri dei cellulari in corso oggi si sono resi necessari in seguito allo sviluppo dei contenuti delle chat e delle mail raccolte nella maxi indagine sulla gestione dell'urbanistica a Milano e che la scorsa estate aveva portato ad alcuni arresti, poi annullati dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione.

Tancredi, Malangone e De Cesaris, tra l'altro, sono già indagati proprio nella maxi inchiesta sull'urbanistica. L'ipotesi da verificare è che la vendita del Meazza a Inter e Milan, per cui il Comune ha incassato 197 milioni di euro, sia stata un'operazione che possa aver favorito gli interessi privati a scapito dell'interesse pubblico. Il sospetto è che sia stata "usata" la legge sugli stadi per sostenere il progetto di urbanizzazione dell'area e quindi di determinate società costruttrici. (ANSA)
   


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