Il Milan perde in trasferta senza segnare: l'ultima volta a gennaio 2025, ecco contro chi
Brutta sconfitta per il Milan, che cede 1-0 alla Lazio e si allontana ancora dal primo posto: ora l'Inter ha 8 punti di vantaggio. Il club rossonero ha perso senza segnare una trasferta in Serie A dopo oltre un anno dall’ultima volta (0-2 contro la Juventus, il 18 gennaio 2025).
Fine delle utopie, ora un mini campionato da vincere. Leao, Pulisic e un 3-5-2 che non li valorizza. Ha ragione Ambro
di Pietro Mazzara @PietroMazzara
La sconfitta di ieri sera contro la Lazio pone fine a quelle che erano le minime chance di riaprire il campionato. Onestamente non ho mai creduto che il Milan potesse tornare seriamente in lotta per lo scudetto con l’Inter, che andrà a vincere il titolo al netto di tutto quello che è successo. Perché il Milan, per rendere davvero difficile la vita ai nerazzurri, avrebbe dovuto vincerle tutte e chiunque, anche il più grande degli ottimisti, sapeva e sa che questa squadra non ci sarebbe mai riuscita. Adesso che anche le utopie mediatiche sono andate in archivio, tutto va consolidato per il posto in Champions League e per arrivare secondi, perché è importante sotto tutti i punti di vista arrivare in quella posizione di classifica. Il turno di campionato ha visto avvicinarsi Napoli, Como e Juventus e sabato alle 18, contro il Torino, c’è solo un risultato accettabile ovvero la vittoria.
Ma per vincere, bisogna fare gol. E per fare gol, bisogna tirare in porta. E per tirare in porta c’è bisogno che i giocatori si prendano la responsabilità di tirare e di beccare lo specchio avversario. Nel primo tempo della partita con la Lazio, ma se vogliamo dirla tutta anche nel secondo, è stato rarissimo vedere un giocatore rossonero prendere l’iniziativa e calciare. Sembra quasi che si cerchi il compagno che si assuma l’onore e l’onere di tirare, nella speranza che poi questa iniziativa non si traduca in una ciofeca. È un problema, perché va bene cercare l’accerchiamento costante dell’area di rigore, ma se poi i cross sono sbagliati, le imbucate non passano e si gioca più il pallone all’indietro che in avanti, diventa tutto più difficile.
E questo è anche frutto del 3-5-2 che ha in Pulisic e Leao i suoi due attaccanti principali. La gara dell’Olimpico è la fotografia più nitida che ci possa essere di come questi due giocatori non si trovino a loro agio con questo sistema e che, probabilmente, si è arrivati oltre il tecnicamente sopportabile. Di fatto, Rafa e Chris si sono snaturati rispetto alla loro carriera e lo hanno fatto con un grande spirito di sacrificio che ha portato, insieme a tutta la squadra, il Milan al secondo posto. Ma per arrivare in Champions League, c’è necessità di vincere le partite e non è un caso che con il passaggio al 4-3-3 (che magari farebbe sedere un Saelemaekers involuto nel rendimento) la squadra non solo abbia prodotto di più a livello offensivo, ma è sembrato che quasi tutti i calciatori si sentissero più a loro agio. Voci dicono che Allegri non abbia voluto riprendere il modulo individuato a inizio stagione e poi mutato nel 3-5-2 perché non si fiderebbe dell’uno contro uno a campo aperto di alcuni suoi difensori. Però allo stesso tempo si sta perdendo il potenziale offensivo di Leao e Pulisic. Come la tiri, la coperta da qualche parte ti scopre qualcosa. Bisogna capire se è meglio aver scoperti i piedi o la testa.
Ma è su Leao che vorrei porre l’accento in quest’ultimo passaggio. Massimo Ambrosini, nel post partita su Dazn, ha detto cose che condivido in pieno su Rafa ovvero che il portoghese, da prima punta, si prende più pause di quando gioca largo sulla fascia e che il Milan non può permettersi di averlo spento per così tanto tempo nell’arco della partita. Di fatto, Ambro dice quello che tutti pensano e che in pochi espongono ovvero che Leao, la prima punta, non la può fare con gli effetti che tutti si auspicherebbero. Non è il suo.
Adesso serve un reset importante per vincere con il Torino, passare una sosta sereni e ripartire ad aprile per la lotta Champions League con il coraggio di osare qualcosa in più la davanti.