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Gravina torna a parlare: "Non sono stato obbligato a dimettermi. Fallimento? No, non ho fallito"

di Lorenzo De Angelis

Il presidente dimissionario della FIGC Gabriele Gravina è tornato a parlare in pubblico per la prima volta dal suo addio alla Federazione, e l'ha datto negli studi di La7 durante il programma '8 e mezzo'. Di seguito alcuni estratti del suo intervento. 

E' stato costretto a dimettersi?
"No, nella maniera più assoluta. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani, avevo detto che saremmo andati ai Mondiali anche a nuoto e purtroppo non ho mantenuto fede all'impegno, quindi giusto dimettersi".

Ha sentito pressione esterna in questo senso?
"Non sono propenso a subire pressioni, ragiono con la mia testa e la mia lucidità. In quel momento serviva mettere in sicurezza la Figc, volevo fare un atto d'amore verso la federazione. Erano in atto isterie istituzionali di ogni genere e serviva non sovraesporre la federazione. C'è stato di tutto, tutti parlavano, tutti accusavano, inesattezza, falsità, soluzioni irrealizzabili".

Lei ha fallito nel suo compito?
"Assolutamente no. Se il fallimento è legato al risultato sportivo certo, ma se si vuole parlare dell'attività declinata in tutte le sue forme possibili credo che la FIGC sia una delle federazioni più premiate e più apprezzate a livello europeo e mondiale".


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