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Gozzini: "Con i risultati deludenti, Furlani, dirigente più alto in carica, si aspettava di finire nel mirino. La contestazione, se civile, è legittima"

di Antonello Gioia

Alessandra Gozzini, giornalista, si è così espressa su La Gazzetta dello Sport su Giorgio Furlani: "I soldi che la dirigenza ha potuto investire nel club sono quelli generati dal club stesso attraverso le cessioni, i ricavi commerciali e i premi da piazzamento Champions. I risultati sportivi restano centrali nel progetto: motivo per cui in estate lo stesso Furlani ha scelto di dotare la società di un direttore sportivo d’esperienza e di successo, dagli addetti ai lavori riconosciuto particolarmente abile nello scouting. Insieme hanno puntato su Allegri, allenatore che è garanzia di successo. Sono arrivati due dei tre giocatori costati (sotto le gestioni americane) più di 30 milioni: Nkunku e Jashari, che finora non hanno ripagato le attese (era già successo con De Ketelaere), parte di un mercato da oltre 180 milioni spesi. Le scelte estive volevano riparare agli errori della stagione scorsa, con Pioli arrivato a fine ciclo e il bisogno di cambiare rotta prima con Fonseca e poi con Conceiçao. Decisioni chiave prese con l’appoggio di Furlani (per il resto fuori dalle scelte tecniche): i numeri hanno presto suggerito un nuovo cambio di strategia. 

I risultati che ancora vedono il Milan distante dall’Inter e ora con la Champions in pericolo sono deludenti e il dirigente più alto in carica si aspettava di finire nel mirino. La contestazione, se civile, è legittima: Furlani ha scelto di essere domenica a San Siro nonostante le critiche mirate. Un video lo inquadra mentre distoglie lo sguardo dalla scritta in Curva Sud (“GF OUT”) e accenna un sorriso che sembra sbeffeggiare i tifosi quando invece era tutt’altro. "Era un’espressione di stress, la tensione era altissima vista anche la posta in palio della partita", spiega alla Gazzetta. Ricordando di essere lui tifoso rossonero fin da bambino".


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