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Giudice: "La carica di AD di Furlani, scaduta a fine 2025, è stata riconfermata per un altro mandato triennale"

di Enrico Ferrazzi

Alessandro F. Giudice, sulle pagine del Corriere dello Sport, ha commentato così il momento del Milan: "La presenza di Gerry Cardinale a Milano non prelude a rivoluzioni nella governance del club, eventualità su cui erano rimbalzate illazioni nei giorni scorsi, né va collegata al rifinanziamento del vendor loan che procede al piano superiore. Quando l’operazione sarà conclusa, le strade di Eliott e RedBird si separeranno. Presumibilmente il nuovo finanziatore (si parla di Manulife Comvest) otterrà i posti in CdA oggi occupati dai consiglieri Singer e Mitchell espressione di Elliott, come fece Oaktree quando finanziò Zhang. Da escludere, invece, che possa pretendere di ridisegnare la governance del club. La proprietà del Milan è di RedBird e nessun proprietario accetterebbe di farsi commissariare da un finanziatore, seppure importante.  

In questi anni, la scelta di nominare rispettivamente CEO e CFO Furlani e Cocirio, già nel CdA Milan quando Elliott era proprietario, ha alimentato una certa ambiguità ma la presenza dei due (che avevano lasciato Elliott e sono oggi dirigenti del Milan) non è mai stata legata al vendor loan. Oggi il Milan ribadisce in una nota la 'sintonia' e il 'contesto di stabilità, continuità e unità, con pieno allineamento tra proprietà e management' e peraltro la carica di AD di Furlani, scaduta a fine 2025, è stata riconfermata per un altro mandato triennale".


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