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Giudice: "Il Milan è alla sua quarta ricostruzione in quattro estati: non è una coincidenza sfortunata, è assenza di metodo"

di Enrico Ferrazzi

Alessandro F. Giudice ha parlato così di Gerry Cardinale sulle pagine del Corriere dello Sport in edicola questa mattina: "Si può tollerare che un proprietario non sappia di calcio. Non è un requisito, purché sappia scegliere le persone e abbia l’umiltà di fidarsi. Resta tuttavia difficile giustificare che a questa lacuna si sovrapponga una cultura aziendale fragile, impulsiva, incapace di distinguere tra il coup de theatre e la decisione ponderata. Tre stagioni costruite su queste basi hanno prodotto risultati mediocri e un’identità di club sempre più sfumata. La quarta riparte dallo stesso schema e il profilo del nuovo cerchio magico non rassicura. 

L’uomo più influente nell’organigramma liquido, informale (ormai un marchio di fabbrica RedBird) sarebbe Ibra: carisma indiscutibile, esperienza manageriale prossima allo zero. Tra qualche giorno lascerà Milano per i mondiali USA dove farà il commentatore televisivo per un mese. Non è un problema in sé che un consigliere sia spesso altrove, lo diventa quando il centro decisionale non si regge su processi e strutture solide ma sulla presenza fisica delle persone. Un’organizzazione funziona quando sopravvive all’assenza dei singoli. Una corte, no. Il Milan è alla sua quarta ricostruzione in quattro estati: non è una coincidenza sfortunata, è assenza di metodo. Ed è questo il problema".


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