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Gimenez, crisi gol allarmante: il Bebote non segna in campionato da quasi un anno

di Niccolò Crespi

Santiago Gimenez sta vivendo una stagione a dir poco surreale. Dalle difficoltà iniziali in estate, all'infortunio progredito nel corso dei mesi. Il messicano non ha potuto mai giocare con continuità, e quando l'ha fatto non ha saputo fare bene. Sfortuna, un ambientamento difficile nella scorsa stagione, ma si deve fare di più, sia per l'investimento e sia per il valore del giocatore.

Infatti, prima di finire in infermeria, l'ex Feyenoord non ha mai segnato in campionato (in Serie A non va in gol da quasi un anno, cioè dal 9 maggio 2025 contro il Bologna quando siglò una doppietta), ma solo una misera rete in Coppa Italia contro il Lecce. E da quando è rientrato in campo a fine marzo le cose stanno andando altrettanto male, anzi forse anche peggio. Domenica a Verona Gimenez è entrato al 63', ma si è mostrato troppo pigro e non ha fatto quello che gli aveva chiesto Allegri, il quale ad un certo punto lo stava per sostituire con Fullkrug. Alla fine il livornese lo ha lasciato in campo, ma non è per nulla contento di quello che sta facendo il messicano. 

L'editoriale del direttore Antonio Vitiello

La partita contro il Verona è stata una delle più brutte degli ultimi mesi, però era fondamentale ottenere la vittoria per avvicinare la qualificazione alla Champions League. Mancano 7 punti e una volta ottenuti si potrà procedere a costruire la squadra della prossima stagione.

L’appello che rivolgiamo a RedBird e all’amministratore delegato Giorgio Furlani è di cambiare registro sul mercato. Negli ultimi tre anni si è capito che non conta la quantità ma la qualità degli acquisti. Se ogni sessione si spendono soldi e i risultati non arrivano, sarebbe opportuno cambiare modus operandi. Per risultati, specifichiamo, s’intende quelli sportivi, ovvero vincere trofei. Un club come il Milan deve vincere. Sappiamo che per un fondo d’investimento conti solamente il bilancio in attivo e il galleggiamento in zona Champions per i ricavi, però alla lunga questo sistema non funzionerà e già oggi si nota un grosso scollamento tra la tifoseria e la società. Al di là dei 70 mila sostenitori che ogni volta affollano San Siro (ci sarebbe da aprire un altro capitolo), qui si parla proprio di fiducia nei confronti di proprietà a amministrazione. Per il bene del Milan, per la crescita del progetto e per un ritorno alla vittoria serve cambiare rotta. (LEGGI QUI)


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