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Gianluca Galliani racconta un aneddoto di calciomercato del Milan di Berlusconi

di Francesco Finulli

Gianluca Galliani, figlio dello storico amministratore delegato del Milan Adriano, è intervenuto nel pomeriggio di TMW Radio nel corso della trasmissione Maracanà, raccontando i bei tempi andati dell'epopea berlusconiana rossonera, quando siamo giunti all'anniversario numero 40 dell'acquisto del club da parte del Cavaliere.

Le parole di Gianluca Galliani: "Ho avuto la fortuna di viverlo proprio da dentro. Quando decisero di comprare il Milan, si era tutti in vacanza insieme. E poi sono stati anni meravigliosi. Ringrazio il presidente Berlusconi e mio padre per aver avuto l'opportunità di vivere dal di dentro questi anni fantastici, che mi porterò sempre nel cuore. I titoli parlano meglio di me, è stata un'epopea fantastica, si è scritta la storia del calcio mondiale. È il gruppo più vincente, e non è stato a caso. Sono state fatte cose straordinarie. Oggi c'è molta fretta nel calcio di cambiare, invece la grande intuizione di Berlusconi è stata di passare momenti anche difficili tutti insieme. Il segreto è stata la coesione, non c'era il problema di mandare via tutti. E questo ha creato un grande ciclo vincente. Cambiare in continuazione non fa bene"

Successivamente si è lasciato andare a un aneddoto: "Mi ricordo il suo amore sconfinato per Borghi. Mio padre, Braida e Sacchi volevano invece Rijkaard. Il presidente comprò anche Borghi e lo mandò in prestito al Como ma accettò la volontà di mio padre e Sacchi. II momento indimenticabile? Difficile dirlo, di sicuro la prima Champions a Barcellona. La più grande gioia poi la finale del 2003 con la Juve, con la doppia semifinale contro l'Inter e dove forse non avevamo la rosa più forte".


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