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Gallo: "Adesso tutti i detrattori rispettano Allegri, prima però sghignazzavano quando stava ai margini"

di Niccolò Crespi

Nel corso del consueto appuntamento con il suo commento per Il Corriere dello Sport, Massimiliano Gallo ha presentato l'importante e suggestiva sfida di domenica tra Milan e Napoli compiendo un focus sui due allenatori, Massimiliano Allegri e Antonio Conte. Questo un estratto delle sue parole:

Su Max Allegri

"Allegri, da buon livornese, ha sfidato a viso aperto questa narrazione che in parte lo ha travolto. I suoi detrattori hanno festeggiato sghignazzando quando è finito ai margini. E adesso, senza vergogna, provano ad affermare il principio che Max si è evoluto, ha studiato, si è aggiornato. La versione contemporanea di “Oggi le comiche”. Conte ha un approccio diverso. Non si è mai intestato questa battaglia culturale. Anzi, ha sempre respinto energicamente l’etichetta di allenatore difensivista. Non sostiene, a differenza di Max, che il calcio sia semplice e sia sempre uguale a sé stesso. Eppure ha egualmente dovuto affrontare molte diffidenze. Prima di tornare a Napoli era considerato un tecnico superato. Solo perché al Tottenham non era riuscito a vincere. Anche a Napoli ha dovuto fronteggiare non poche critiche. Il successo lava via tutto ma la settimana prima dello scudetto, dopo il 2-2 a Parma, a un giornalista che si lamentava dell’eccessiva sofferenza rispose così: «Cazzo, vuoi pure non soffrire? Se non volete neanche soffrire, mi arrendo, questa piazza è troppo per me». La realtà è che sono due profondi conoscitori di calcio. Due grandissimi allenatori. Molto stimati e invidiati all’estero: l’ultima Premier il Chelsea l’ha vinta con Conte; Allegri invece non se l’è mai sentita di misurarsi con un altro campionato: è arrivato addirittura a rifiutare il Real Madrid. In Italia sono costretti a dimostrare ogni settimana di essere i migliori. E il bello è che ci riescono quasi sempre". 


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