Frey racconta: "Amavo Firenze, avevo rifiutato le proposte di Milan, Bayern Monaco, Barcellona e Juve per rimanere, ma un dirigente non mi voleva e sono dovuto andare via"
Nell'intervista rilasciata al Corriere della Sera, l'ex portiere Sebastan Frey ha raccontato la sua esperienza alla Fiorentina: "Amavo Firenze, avevo rifiutato le proposte di Milan, Bayern Monaco, Barcellona e Juve per rimanere. Un dirigente, però, non mi voleva. Si è comportato da vigliacco, mi ha costretto ad andarmene. Il no alla Juve prima di andare all'Inter? Non mi sentivo pronto. A soli 16 anni avevo paura di bruciarmi. Ma non è stato facile. Ero stato a Torino a vedere il centro sportivo, mi erano passati davanti Del Piero e Zidane. E alla firma ci sarebbe stato anche un regalo: una Fiat Barchetta cabrio, bellissima. Poi arrivò l'Inter un anno dopo: era piena di campioni come Ronaldo e Baggio".
Tornando sugli anni alla Fiorentina, Frey ha spiegato: "Firenze è l'amore della mia vita, anche se dopo pochi mesi ho rischiato di dover dire addio al calcio. Era gennaio, non dovevo neanche giocare, ma il secondo portiere aveva litigato con il preparatore. Mi sono scontrato con Zalayeta: era come se mi fosse esploso il ginocchio. Il mio primo pensiero era andato al Mondiale che si sarebbe giocato in estate, ma a rischio c'era la mia intera carriera. I chirurghi dicevano che non sarei più tornato in campo. Mi allenai 4 volte al giorno e ci misi 6 mesi per recuperare. Ero in crisi. Ho chiamato Roby (Baggio). Mi ha introdotto alla religione buddista. Mi ha cambiato la vita".