Di Canio: "Il Milan non deve trovare un centravanti bello, ma un giocatore che, anche se non segna molto, lavori tanto per la squadra"
L'estrema difficoltà degli attaccanti del Milan quest'anno è sotto gli occhi di tutti: l'ultimo gol segnato da un centravanti rossonero è quello di Leao, che risale al primo marzo contro la Cremonese. Situazione difficile da spiegare e che ha evidentemente influito sull'andamento della squadra nell'ultimo periodo. Ma al Milan che tipo di centravanti serve? Paolo Di Canio, intervenuto a Sky Calcio Club, la pensa così:
“Non deve trovare un centravanti bello, alla Havertz, tecnico. Ma un centravanti che, anche se non segna molto, lavori tanto per la squadra… Per la seconda punta, per la mezz’ala, per i quinti che arrivano… Mateta che volevano prendere per esempio, è un giocatore mobile. È un Osimhen disinnescato. Non Osimhen che ti mangia, un velociraptor, ma in area di rigore si fa sentire, ha il terzo tempo, sa riciclare la palla. Magari fa 12 gol, però ti fa costruire e creare tante palle gol. Invece Leao in questa posizione lo perdono. Non crea molto come in passato, come 2-3 anni. Perde i palloni… Arriva la mezzala, c’è il centravanti, c’è la seconda punta… Poi a campo aperto chi ha il Milan? Non ha Gattuso. Ha Modric poverino, ha 40 anni. Quindi devi trovare un centravanti così perché non hai il controllo della partita. Se rimani col 3-5-2 devi trovare un centravanti azzeccato, adatto, con queste caratteristiche”.