De Canio: “Per me la qualità di gioco del Milan è aumentata ed è merito di Allegri"
Gigi De Canio, durante Maracanà su TMW Radio, ha parlato così del Milan: "Mi sembra azzardato dirlo. Invece voglio guardarla sotto un altro aspetto. Ricordandomi il Milan delle ultime due stagioni, la situazione non è che sia cambiata di molto.
Per me la qualità di gioco è aumentata ed è merito di Allegri. Ha perso punti con le piccole, la squadra non si è scrollata del tutto quella superficialità che ha mostrato gli anni scorsi. Il lavoro di Allegri rimane di altissimo profilo".
Allegri, il normalizzatore. Torniamo a una testa! Quella notte di febbraio. Che tristezza quel sofà!
di Carlo Pellegatti
Attenzione, attenzione! Azzardo con cautela. Non è che Massimiliano Allegri sia riuscito anche a armonizzare le strategie in vista del prossimo mercato? Con l’obiettivo preciso che sia una e una sola la testa che prenda le decisioni. UNA TESTA CHIAMATA MILAN! È duro, ma stimolante, il compito del tecnico livornese, cominciato la scorsa estate, quando ha raccolto le macerie di una stagione massacrante, che ha “coventrizzato” il nostro caro, vecchio Milan. Lui e il suo staff si sono preoccupati di incidere sulla parte sportiva, quella che conosce meglio, sia sotto l’aspetto del gioco sia dal punto di vista mentale.
Immagino già l’osservazione di tanti critici e di tanti denigratori, il loro sorriso sarcastico sulla qualità proprio della manovra mostrata nel corso del campionato. Sono quelli che avrebbero preferito vedere Allegri cominciare la costruzione della nuova “Casa Milan” partendo dall’attico spettacolare, dalle fioriere e dai soprammobili di palissandro. Invece Allegri, secondo logica e grazie alla sua esperienza, ha iniziato dalle fondamenta, dalle cantine, lavorando con il “calcestruzzo” dei punti in classifica, fondamentale per rendere più solida la costruzione, per dare morale ai suoi “muratori”. Il traguardo è quello di avere una squadra che resista nel tempo e possa sfidare i venti freddi e violenti, gli sbalzi di temperatura della Champions League.
Ora sta lavorando anche sul piano societario. Porta a qualche flebile, ancora per adesso, speranza il vertice a quattro di sei giorni fa a “Casa Milan” tra Giorgio Furlani, Igli Tare, Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimović. Non è importante infatti di che cosa abbiano discusso, ma che finalmente, almeno a parole, si siano abbozzate strategie comuni per rendere il Milan più forte, più competitivo, più europeo! Max è stato chiaro. La priorità non sono i prospetti, ma soprattutto le certezze. Sono i giocatori da Champions League che hanno frequentato con continuità il salotto buono d’Europa.
Ho ancora ben in mente il mio stato d’animo nella notte del 18 febbraio 2025, quando, fuori San Siro, in quella fredda notte d’inverno, dopo l’eliminazione dal Feyenoord, salutavo, in un video, la Champions League, dandole appuntamento, vista l’angosciante posizione in classifica, non prima del settembre 2026. Mi appariva una data lontana, troppo lontana, ma grazie al lavoro, sul campo, di Max Allegri e i suoi ragazzi, mancano ora pochi mesi alle future, bellissime notti, accompagnate dalle celeberrime e amatissime note di Tony Britten, che si è ispirato a “Zadok the Priest” del compositore tedesco Georg Friedrich Händel.
Senza il 3-5-2 del tecnico livornese, senza il suo pragmatismo, senza la sua coscienza dei limiti della squadra, saremmo oggi a soffrire per quei martedì e per quei mercoledì della prossima stagione, che ci attenderebbero ancora sdraiati sul sofà, il divano delle calamità!