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Conti: "Quando Pioli è arrivato al Milan ho iniziato a giocare sempre, poi mi sono rifatto male e da lì in avanti per lui sono sparito"

di Antonello Gioia

Andrea Conti, ex terzino del Milan, si è così espresso a La Gazzetta dello Sport in una intervista dello scorso ottobre.

All’Atalanta è esploso con Gasperini. È il miglior allenatore mai avuto in carriera? 

"Sì, lo metto al primo posto. Personalmente gli devo tantissimo e posso solo che parlarne bene: ti massacra in allenamento, ti spinge a dare tutto, ma poi in campo la domenica ne raccogli i frutti. Voli e non te ne accorgi. In più, sai sempre cosa fare senza che lui ti dica nient’altro. Non è uno che parla tanto con i giocatori, non dà eccessiva confidenza ma riesce sempre a toccare le corde giuste quando serve”.

Succede spesso che tanti giocatori vadano via dall’Atalanta e poi non rendano come prima. Come se lo spiega? 

"Quando ti alleni con Gasperini vai a mille all’ora e lavori tantissimo. Poi cambi squadra e il carico è molto diverso e un po’ ti influenza. Poi ci si aggiunge le pressione, il fatto che vieni pagato tanto e che aumentano le responsabilità. In molti non sono riusciti a reggere tutto questo. A livello mentale può essere complicato".

Al Milan, invece, è stato allenato da Pioli. Che ricordi ha? 

"Con Pioli mi sono trovato benissimo, anche se sono un po’ combattuto nel giudizio. Quando lui è arrivato al Milan ho iniziato a giocare sempre, poi mi sono rifatto male e da lì in avanti per lui sono sparito. Era come non mi vedesse. Non mi ha mai dato una spiegazione, né nulla. Diciamo che è stato un ultimo schiaffo, perché mi sentivo bene".


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