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Condò sul pari di Roma: "Vincere sarebbe stato sinceramente troppo"

di Lorenzo De Angelis

Nel corso del consueto appuntamento con il suo commento per Il Corriere della Sera, Paolo Condò ha parlato della corsa scudetto, riducendo a due le squadre che fino all'ultimo lotteranno per il tricolore: 

"Adesso c’è luce fra l’Inter e le altre. Cinque punti per scendere fino al Milan, unico realisticamente autorizzato a mantenere qualche ambizione top, altri 4 per calarsi a meno 9 al livello di Roma e Napoli (e poi la Juve), dove è iniziato il rodeo per i posti Champions. Il Milan ha coltivato per 12 minuti il sogno di un nuovo colpo da soliti noti, come gli riuscì proprio a Como dieci giorni fa, perché dopo la prova di sopravvivenza alla Roma straripante del primo tempo, aveva trovato il gol del vantaggio.

Ma vincere sarebbe stato sinceramente troppo, perché alla capacità della difesa di far tirare sempre male gli avversari — non è fortuna, non è solo Maignan, a parte una volta Malen ogni conclusione viene scoccata con l’uomo addosso— non ha fatto seguito l’efficacia offensiva di Como. La verità è che il Milan è lassù, con la targa dell’Inter ancora in vista, malgrado Leao e Pulisic siano sempre mezzi rotti, e/o lunatici. Il dato forte di questa 22ª giornata è comunque l’uscita del Napoli dal discorso scudetto.

[...] È chiaro che a questo punto la contesa per i posti in Champions assuma un’importanza centrale. Se diamo per acquisito quello dell’Inter, e probabile quello del Milan, i due che rimangono hanno una nuova candidata nel Como, distante ormai tre soli punti dal quarto posto. E per quelli che continuano a ritenere Fabregas soltanto un piacione, secondo attacco e seconda difesa dovrebbero essere credenziali sufficienti". 


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