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Condò: "La sequenza di partite ogni 3/4 giorni è costata qualcosa al Milan"

di Lorenzo De Angelis

Nel corso del consueto appuntamento con il suo commento per Il Corriere della Sera, il giornalista Paolo Condò ha parlato di Milan, della corsa scudetto e del braccio di ferro tra Napoli ed Inter: 

"Inter-Napoli è stata innanzitutto una grande partita, giocata per vincere da entrambe le squadre, un braccio di ferro equilibrato e in continua controtendenza. Dieci minuti di Napoli, e segna l’Inter; venti minuti di Inter, e pareggia il Napoli; poi un’azione di qui e una di là, il bollente finale per un rigore che è tanto ineccepibile quanto casuale, il secondo colpo dell’mvp McTominay, il palo di Mkhitaryan che equivale al «continua» in fondo alla prima puntata di un romanzo diviso in due tomi.

Continua sì, perché il Napoli ha esorcizzato per due volte la fuga dell’Inter: manca ancora una vita al rettilineo finale, ma se avesse vinto Chivu avrebbe messo parecchia luce fra sé e gli inseguitori, e per molti minuti il gioco veloce, preciso e determinato di parecchi dei suoi uomini (non tutti: Lautaro non era in serata) è sembrato prevalere. Però il Napoli che gli infortuni hanno totalmente ridisegnato rispetto ai piani estivi è una squadra vera che Conte ha costruito usando il fil di ferro. Così robusta da rendere impensabile una restaurazione quando l’infermeria si svuoterà. Questa è la squadra per competere ancora per lo scudetto, ovviamente con Neres. E questa è l’Inter che continua a non battere le pari ruolo perché la difesa in fase di gestione disfa ciò che gli altri reparti hanno costruito, ma gioca comunque un calcio superiore.

La sequenza di partite ogni 3/4 giorni è costata qualcosa al Milan, la cui rosa è meno qualitativa: il valore di Jashari resta misterioso, quello di Estupinan invece si sta purtroppo chiarendo. Poteva andar peggio: le gare contro Genoa e Fiorentina sono state in questo senso gemelle, il Milan finito sotto è riuscito a raggiungere il pareggio nel recupero, e prima del fischio finale è sopravvissuto a occasioni capitali, il rigore alle stelle di Stanciu e la traversa di Brescianini. Sono episodi che hanno fatto imbestialire Allegri ma che rivelano la padronanza del Milan in quella gara nella gara che è l’ultimo quarto d’ora (recupero compreso). La fortuna ovviamente c’entra, sarebbe ridicolo negarlo, ma ridurre tutto lì trascurerebbe la resilienza che Allegri ha sviluppato in questi mesi. Il

Milan ha vinto in extremis con la Fiorentina a San Siro e ha evitato la sconfitta col Pisa, oltre che nelle due gare di questi giorni, mentre non c’è squadra che gli abbia tolto qualcosa dopo il 77’ (Laurienté). I rigori gli hanno sorriso: Calhanoglu, Dybala e Stanciu potevano sottrarre molti punti. Quando si dice che Allegri gioca col tempo più che con lo spazio si intende di  interpretare i momenti della gara, quelli in cui rischiare, quelli in cui frenare, quelli in cui ragionare. Ieri a Firenze il Milan ha sprecato una larga finestra di vittoria nel primo tempo, quando Pulisic ha dilapidato le occasioni che Fullkrug — bella sorpresa — gli aveva procurato. Il resto è stato sofferenza fino alla caduta su corner, il colpo di testa di Comuzzo.

Nello stesso modo l’Atalanta ha battuto il Torino (De Ketelaere) e il Parma ha superato il Lecce (Pellegrino). Le reti da palla inattiva sono esplose in Premier, dove l’Arsenal domina grazie alle sue fortezze volanti, e il fenomeno di conseguenza attecchisce anche in Italia". 

esattamente la capacità 


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