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Condò e la lotta scudetto: "Due specialisti inseguono un (quasi) debuttante"

di Enrico Ferrazzi

Sulle pagine del Corriere della Sera, Paolo Condò ha commentato così la lotta scudetto tra Inter, Milan e Napoli: "Stiamo parlando di psicologia, non di altro. O almeno non ancora. Ma l’immagine di una lepre in fuga sempre distante ma un po’ claudicante, e di due cacciatori che la scrutano da un lontano che non è più così lontano, è appropriata. Colpisce soprattutto perché conosciamo bene le sale trofei dei cacciatori. In quella di Max Allegri sono affissi 6 scudetti, cinque vinti con la Juventus e uno col Milan. In quella di Antonio Conte fanno bella mostra 5 scudetti (tre Juve, uno Inter, uno Napoli) e una Premier League (Chelsea). La sanno lunga, e il mestiere col quale governano Milan e Napoli vale punti.

E Cristian Chivu, in tutto questo? La questione è centrale perché a dover reggere l’inseguimento dei due specialisti in scudetti è un allenatore quasi debuttante. Chivu ha un curriculum solido da giocatore—aspetto che conta—e una discreta audience nel mondo Inter: viene amato come ogni eroe del Triplete, e per quanto molto light il percorso dialettico da esordiente su una grande panchina era stato felice fino alla topica di Bastoni. Non puoi dire che non hai mai sentito un allenatore ammettere un errore a proprio vantaggio—grande verità—e il giorno dopo mancare l’occasione di essere il primo a mostrare coerenza concedendo una simulazione evidente a tutti. Avesse alzato le mani, la storia sarebbe già finita. Il riflesso pavloviano della difesa del proprio giocatore l’ha messo invece all’angolo, e siccome la polemica non gli è propria si è fatto buttar fuori con l’Atalanta nell’occasione sbagliata, perdendosi poi quella giusta".


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