.

Condò e la 'fortuna' del Milan: "Ridurre tutto lì trascurerebbe la resilienza che Allegri ha sviluppato in questi mesi"

di Lorenzo De Angelis

Nel corso del consueto appuntamento con il suo commento per Il Corriere della Sera, il giornalista Paolo Condò ha parlato di Milan, della corsa scudetto e del braccio di ferro tra Napoli ed Inter: 

"[...]  La sequenza di partite ogni 3/4 giorni è costata qualcosa al Milan, la cui rosa è meno qualitativa: il valore di Jashari resta misterioso, quello di Estupinan invece si sta purtroppo chiarendo. Poteva andar peggio: le gare contro Genoa e Fiorentina sono state in questo senso gemelle, il Milan finito sotto è riuscito a raggiungere il pareggio nel recupero, e prima del fischio finale è sopravvissuto a occasioni capitali, il rigore alle stelle di Stanciu e la traversa di Brescianini. Sono episodi che hanno fatto imbestialire Allegri ma che rivelano la padronanza del Milan in quella gara nella gara che è l’ultimo quarto d’ora (recupero compreso). La fortuna ovviamente c’entra, sarebbe ridicolo negarlo, ma ridurre tutto lì trascurerebbe la resilienza che Allegri ha sviluppato in questi mesi.

Il Milan ha vinto in extremis con la Fiorentina a San Siro e ha evitato la sconfitta col Pisa, oltre che nelle due gare di questi giorni, mentre non c’è squadra che gli abbia tolto qualcosa dopo il 77’ (Laurienté). I rigori gli hanno sorriso: Calhanoglu, Dybala e Stanciu potevano sottrarre molti punti. Quando si dice che Allegri gioca col tempo più che con lo spazio si intende di  interpretare i momenti della gara, quelli in cui rischiare, quelli in cui frenare, quelli in cui ragionare. Ieri a Firenze il Milan ha sprecato una larga finestra di vittoria nel primo tempo, quando Pulisic ha dilapidato le occasioni che Fullkrug — bella sorpresa — gli aveva procurato. Il resto è stato sofferenza fino alla caduta su corner, il colpo di testa di Comuzzo [...]". 


Altre notizie
PUBBLICITÀ