.

Como, Fabregas: "Ho fatto vedere dei video emozionali alla squadra, forse è stato troppo. Non ho trovato il modo di dare l'energia giusta"

di Antonello Gioia

Cesc Fabregas, allenatore del Como, si è così espresso a Sky Sport, parlando così dopo il ko per 2-1 contro la Fiorentina: "Non è andato che c'è un allenatore scarso che non ha trovato il modo di far ripartire la squadra con un'energia giusta e che non è riuscito a far capire l'importanza della partita. Se l'ho detto ieri è perché ho fatto 20 anni nel calcio ad alto livello, sapevo che per una piccola squadra sarebbe stato difficile. Siamo giovani, era una gara fondamentale, dovevamo entrare in un altro modo nel match. Fa parte del percorso, però i ragazzi devono capire che queste gare vanno vinte non con la tattica, ma con ciò che ha dentro un campione, che vuole sempre di più".

Il commento sul match. "Mi fa arrabbiare che non sono riuscito a far capire ai ragazzi l'importanza della partita, ho fatto vedere a loro la mia esperienza da calciatore in settimana, forse troppo, ma non è bastato. Siamo una squadra giovane. Nel secondo tempo non c'è stata una partita di calcio, tralasciando questo la partita si deve vincere con la motivazione e l'energia giusta, dopo una grande vittoria. Mi sento male come allenatore oggi perché non sono riuscito a trasmettere questo ai miei ragazzi. Forse è stata la testa, abbiamo sbagliato nell'atteggiamento e dobbiamo mostrare voglia ed essere più bravi ad attaccare per fare il nostro gioco. Il primo tempo non mi è piaciuto molto, il secondo tempo, ripeto, non si è giocato".

Quanto vi serve un match così? "Serve, alla fine si devono passare queste cose. Un'altra piccola parte del percorso l'abbiamo fatta martedì vincendo contro un portiere incredibile con ragazzi che non hanno mai calciato un rigore in vita sua. Dopo un successo, dopo aver festeggiato invece... Perché parlo benissimo di Messi? Perché è il migliore della storia, ma anche perché trova qualcosa dentro per essere il migliore 3 giorni dopo un successo. Questa è la cosa più difficile da trasmettere ai ragazzi. Dopo una vittoria tutti ti cercano e ti scrivono, poi dopo non lo fa più nessuno. Si passa attraverso momenti così, si impara di più dalle sconfitte".

Perrone un po' sottotono oggi. Il motivo qual'è? "È un po' per tutto. Veniamo da un percorso a cui non siamo abituati, abbiamo giocati 14-15 partite in 8 settimane, non siamo abituati e a livello di emozione... Ripartire subito, dimostrare che martedì era solo il passato... Non ci siamo riusciti. Non parlo di un singoli, tutti non sono stati all'altezza, a partire da me. Se vogliamo arrivare a giocare ogni 3 giorni dobbiamo capire che questa è la strada da seguire".


Altre notizie
PUBBLICITÀ