Cattaneo: "Superato il periodo di normalizzazione, al Milan non c’è stato niente di più rispetto a quello che aveva fatto prima"
Marco Cattaneo, giornalista, si è così espresso a Cronache di Spogliatoio sulla stagione del Milan: “A me sembra che questo Milan aveva l’esigenza di normalizzare la situazione ad inizio stagione, ed è un grandissimo merito di Allegri esserci riuscito. Ha tappato tutti i buchi, ha sistemato tutte le lacune in una situazione societaria complicata. Superato questo periodo di normalizzazione non c’è stato niente di più rispetto a quello che aveva fatto prima. Si poteva alzare un pochino il coraggio, il tema è proprio su quali saranno le prospettive future“.
DIFFICILE FARE L'ATTACCANTE DEL MILAN
Se c'è un reparto che racconta meglio di tutti le difficoltà del Milan, oggi è l'attacco. I dati sono impietosi: Pulisic non segna in campionato da oltre 100 giorni, Gimenez addirittura da 333, Fullkurg è fermo da circa 80, Nkunku 63 mentre Leao da 37. Ancora più pesante il dato complessivo: nel 2026 gli attaccanti rossoneri hanno prodotto appena 8 gol, distribuiti tra Leao (4), Nkunku (3) e Fullkrug (1), con Pulisic e Gimenez ancora a secco. Non è più una flessione individuale, ma un vero e proprio rompicapo per tutto il reparto. Ogni caso ha una spiegazione diversa. Gimenez paga ancora il peso dell'infortunio alla caviglia, tanto che lui stesso nelle scorse settimane ha ammesso che il suo rendimento sia calato anche per motivi fisici. Pulisic, invece, sembra dentro una crisi più mentale che atletica: era partito fortissimo, poi si è spento proprio quando il Milan aveva bisogno di un riferimento stabile. Fullkrug e Nkunku, invece, hanno inciso poco per continuità, mentre Leao resta l'unico con numeri almeno parzialmente vivi, ma non abbastanza per reggere da solo il reparto. Il punto vero, però, è strutturale, L'attaccante del Milan oggi vive male perché riceve poco, spesso male e quasi mai in condizioni ideali. Allegri ha cercato e trovato equilibrio quest'anno, ma il prezzo è stato un attacco meno fluido, meno servito (oppure meno coraggioso?) e più isolato. È inevitabile che questo poi si traduca in un digiuno pesante come quello che sta attraversando oggi il reparto rossonero, e che rischia di avere un peso specifico importante sul finale di stagione della squadra di Massimiliano Allegri.