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Canovi: "Se prendi Allegri e dopo pochi mesi lo mandi via, significa che c'è qualcosa di sbagliato nella società"

di Federico Calabrese

Il Milan si gioca una stagione intera negli ultimi novanta minuti di campionato. A San Siro arriva il Cagliari, ma per i rossoneri la sfida vale molto più di una semplice chiusura di stagione: con una vittoria, infatti, la squadra di Allegri conquistrebbe aritmeticamente la qualificazione alla prossima Champions League, centrando l’obiettivo minimo fissato dal club a inizio anno.

Dopo mesi vissuti tra difficoltà, risultati altalenanti e una rincorsa complicata alle prime posizioni, il Milan è riuscito a rimettersi in carreggiata nel momento decisivo. L'ultima vittoria ha cambiato la classifica e soprattutto l’inerzia mentale della squadra, che ora ha il vantaggio di non dover fare calcoli o attendere notizie dagli altri campi. Tutto passerà dalla notte di San Siro.

Il clima sarà quello delle grandi occasioni, anche perché la posta in palio è altissima. La Champions League rappresenta un punto centrale per il futuro del club, sia dal punto di vista economico sia per la programmazione tecnica della prossima stagione. Per questo motivo contro il Cagliari serviranno attenzione, maturità e la capacità di gestire la pressione in una partita che può indirizzare il futuro immediato del Milan.

Nel frattempo Dario Canovi, su TMW Radio, ha parlato di quello che potrebbe essere un complesso valzer di panchine in estate: "Conte, Allegri e Sarri. Uno dei tre andrà in Nazionale, penso più ad Allegri che a Conte, visti i rapporti non idilliaci tra una parte della società del Milan con lui. Se prendi Allegri e dopo pochi mesi lo mandi via, significa che c'è qualcosa di sbagliato nella società. Conte probabilmente è lui che può andare al Milan, con Sarri all'Atalanta".


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