.

Bucchioni sul 4-3-3 del Milan: "Non ci crede proprio Allegri, la squadra non ha questi automatismi"

di Federico Calabrese

Enzo Bucchioni, su TMW Radio, ha parlato così del Milan e del 4-3-3: "Lo ha fatto con la Lazio, ma era l'idea della disperazione. Non ci crede proprio Allegri, la squadra non ha questi automatismi. Ti manca un centravanti. Leao sta facendo le cose viste negli ultimi anni, Pulisic non ti apre spazi".

Tutti si sciacquano la bocca: 63 punti per caso, liti negli spogliatoi e in campo, rinnovi sospesi, mercato low cost. Finale a Napoli per la mattanza. W Gattuso!

di Luca Serafini   @lucaserafini4

Il Milan è un buon bersaglio, facile, indifeso. È un esercizio diffuso sciacquarsi la bocca sui suoi limiti, le sue incompletezze, le tonnellate di difetti: riesce bene anche a moltissimi tifosi rossoneri, esteti o no, perché fanno giustamente riferimento a una filosofia societaria lontana dalla storia e dalle tradizioni, a una strategia tecnico-tattica pragmatica e assai poco spettacolare. Quindi, se per primi sono una bella fetta di milanisti e scorticare la propria squadra, il terreno per opinionisti, commentatori, presentatori, artisti, filosofi, ex giocatori, ex pippe acclarate, ex allenatori, è fertile. Molto fertile. Persino il tono di qualche telecronaca è denigratorio: sembra sempre che il Milan sia la selezione di quartiere e che stia giocando contro il Brasile del '70.

I 63 punti in 30 giornate, il secondo posto, sono casuali, fortunosi, occasionali, figli della mediocrità della Serie A. Nella possibile riapertura della corsa allo scudetto o semplicemente per infastidire il finale di campionato dell'Inter, è assai meglio puntare sul Napoli che ha balbettato 7 mesi che sui rossoneri davanti in classifica, ma a singhiozzo.  Senza i rigori parati da Maignan... A portieri invertiti... Senza errori (favori) arbitrali... Se, ma però, il Milan sarebbe decimo, dodicesimo, quattordicesimo: d'altronde non ha attaccanti, la difesa è mediocre, non c'è panchina.

Si coltiva benissimo anche il gossip, in un ambiente così disprezzato: Pulisic e Leao si detestano, al portoghese niente più rinnovo e a gennaio via, già individuato l'erede: il contagocce del Bologna, Castro. Lo stesso americano sarebbe in rampa di lancio, si è spento, si risparmia, pensa ai Mondiali.  Mio padre diceva che quando tuona, da qualche parte piove. I problemi li conosciamo benissimo, limiti e difetti pure, la proposta di gioco è modesta, ma uno straccio di virtù, di dote, di qualità, si potrebbe anche mettere sulla bilancia che invece pende tutta da una parte. A Napoli sarà una mattanza, il Milan è spacciato: questo miracolo finalmente finirà. Allegri e il suo difensivismo alla berlina da Conte, l'Inter tallonata dal Napoli. 

Sediamoci sulla riva del fiume e aspettiamo. Se è come penso io, qualcosa sarà trascinato a valle. Se è come dicono loro, l'acqua non trasporterà nessun rifiuto: in questo caso, se non altro ci godremo il panorama. 

Non abbiamo grande qualità, molti limiti e difetti, ma Tonali e Kean ci portano alla finale verso i Mondiali. Forza azzurri e W Gattuso!


Altre notizie
PUBBLICITÀ