Braglia: "Rangnick? Siamo tornati a prima del Covid, ma la società è di RedBird o di chi altro?"
Il fallimento nella corsa alla Champions League ha segnato uno spartiacque per il Milan, che ha deciso di dare il via a una profonda riorganizzazione dopo una stagione ricca di difficoltà. La mancata qualificazione alla massima competizione europea ha infatti convinto il club della necessità di cambiare direzione.
All’indomani della sconfitta contro il Cagliari, la società rossonera ha comunicato gli addii di Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada. Una serie di decisioni che certificano la volontà di interrompere il percorso intrapreso negli ultimi mesi e di aprire una nuova fase progettuale.
A pesare sono stati soprattutto i risultati ottenuti sul campo, ritenuti insufficienti rispetto agli obiettivi fissati a inizio stagione. Le prestazioni poco convincenti e il crescente malumore dell’ambiente hanno contribuito a spingere il club verso un cambiamento radicale.
Con la chiusura di questo ciclo, il Milan si prepara a ridisegnare il proprio futuro. La dirigenza è ora al lavoro per gettare le basi di un nuovo progetto, con l’ambizione di riportare la squadra a competere ai massimi livelli e di riconquistare un posto stabile tra le protagoniste del calcio italiano ed europeo.
Simone Braglia, intanto, ha parlato così dei rossoneri a TMW Radio: "Il problema del Milan è l'identificazione dei ruoli. E scegliere l'allenatore giusto che conosca il nostro campionato. Rangnick? Siamo tornati a prima del Covid, ma la società è di RedBird o di chi altro?".