Biasin: "Allegri preserva il gruppo e dà importanza a chiunque"
Fabrizio Biasin, nel suo editoriale su TMW, ha parlato così di Massimiliano Allegri: "Allegri dà valore a quello che ha. E non significa che nelle segrete stanze non pretenda rinforzi ma, certo, evita saggiamente di farlo in pubblico con il solo scopo di grattare la panza ai suoi tifosi. E sceglie di “preservare” il suo gruppo, piuttosto che rivoluzionarlo. E dà importanza a chiunque, anche ai giocatori meno in vista".
Sto dalla parte di Leao. Che nostalgia di quel binario. Ah lontano da me quel pensiero! La passione e l’amore verso il Milan si ha dentro!
di Carlo Pellegatti
Ma i tifosi del Milan non avrebbero firmato a agosto..Alt, mi fermo qui per non ripetere il solito ritornello pro Allegri. No, oggi pongo un altro quesito. Chi avrebbe scommesso, sempre sotto l’ombrellone profumato di doposole o davanti a un piatto di funghi trifolati nel rifugio Boffalora, che il Milan sarebbe stato secondo in campionato ,cinque punti dietro l’Inter, ma non è finita, e quattro davanti al Napoli, senza Leao per le prime sei partite titolare solo dal 19 ottobre poi mai al cento per cento fin dal match del 28 ottobre a Bergamo? Un ragazzo che si sta sacrificando da settimane pur limitato nello scatto e nel dribbling a causa di un algia al pube in un ruolo a lui sconosciuto eppure ancora decisivo con i sette gol e i suoi sei assist. Perché Rafa è bravo, è immensamente bravo, ancora l’unico che spacca le partite. Sarà un caso ma le difficoltà di Roma nascono anche dalle sofferenze di Leao, che, mi travesto per un attimo da prof. Raffaele Morelli, ha tentato qualche colpo di tacco, per sentirsi di nuovo forte di nuovo irresistibile, per ritrovare le antiche sensazioni. Per cercare di stupire. Da sempre l’obbiettivo delle sue prestazioni.
COME UN BOCCETTINO DI PROFUMO, CHE VUOLE PERO’ CONSERVARE IL SUO ANTICO INCANTO.
Sto dalla parte di Leao. Le emozioni che mi ha regalato in queste anni me le sono gustate fino in fondo. Il Milan di Allegri stenta, a volte nelle ripartenze , fatica a ribaltare il fronte d’attacco , molto semplicemente perché al contrario di Pioli non ha la fortuna di avere quel meraviglioso, splendente, irresistibile binario di sinistra chiamato THEAO. Come si infiammava San Siro quando “Ruota Fumante” scattava, cercando l’appoggio di Rafa!! Quali sensazioni forti , quale crescendo di emozioni ! Scusate l’attacco di nostalgia, ma quando parlo del passato come diceva Mahler, e lo ripeto spesso, non lo ricordo per venerarne le ceneri, ma per conservarne il fuoco!
Non mi rassegno, no, no non mi voglio rassegnare!
Venerdì 30 gennaio, probabilmente il fondo Elliott lascerà il Milan dopo otto anni e subentrerà da creditore di Gerry Cardinale il gruppo Manulife Comvest. Cambiare tutto per non cambiare niente? Sembra che accada proprio questo, a livello di organigramma, almeno per ora. No, non mi voglio però rassegnare che questo Milan venga costruito e poi smontato ogni anno, per esigenze di bilancio. Non voglio arrendermi al pensiero, che appena brilli in rosa un nuovo campione poi venga ceduto. Con un sorriso beffardo con una smorfia di soddisfazione senza nemmeno mostrare una apparente disagio, felici solo di avere riempito la cassa del tesoro.
VAI VIA, PENSIERO TRISTE E OLTRAGGIOSO!! ALLONTANATI DA ME, INCUBO MALEDETTO .
Quello che i bambini di oggi mai debbano sentire SOLO dai loro papà, dai loro nonni come fossero belle e emozionanti le notte delle finali di Coppa dei Campioni, o di Champions League ,con le città di tutta Europa colorate di rossonero. Senza mai più viverle o chissà fra quanti anni, crudele e tremenda condanna, perché il bilancio deve essere sempre nero. Sì, nero come rischia di diventare il futuro del popolo rossonero, che potrebbe restare ancora per tanto tempo, senza più il trofeo più bello. A causa di questa strategia, a causa di questa filosofia, a causa di questa persecuzione. Perché succederà questo così se ogni anno vendi vendi, vendi. Se domina l’ossessione, non di costruire un progetto, ma solo del vendere, come se non ci fosse un domani. E infatti un domani di trionfi rischia di non esserci ripeto, per anni!
“Eh caro mio, rassegnati... non siamo più ai tempi di Silvio Berlusconi!”.
ECCO L’ERRORE, IL TREMENDO ERRORE!
La frase più facile e superficiale. Il nefasto luogo comune dietro il quale ci si trincera. Pensare che il Milan sia diventato il club più forte della storia solo per vil denaro è comodo, molto comodo. Si cerchi invece di imitare il Presidente e i suoi dirigenti più fedeli sul piano delle idee, delle intuizioni, dei progetti, delle ambizioni, della PASSIONE, dell’amore, dell’affetto, delle emozioni che li portavano a vivere sempre vicini alla squadra, nei tanti momenti felici, ma anche nelle rare avversità.
Questo uno dei segreti di tanti successi che hanno portato il Club in cima al mondo. NON SOLO I SOLDI, ma l’amore, la passione verso il nostro Milan, sentimenti che però si devono avere dentro!
DA SEMPRE E PER SEMPRE!