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Bianchin: "L’Olimpico ha sottolineato l’antico difetto e aggiunto un particolare: per una sera, nessuno degli attaccanti ha funzionato per davvero"

di Antonello Gioia

Luca Bianchin, giornalista, si è così espresso su gazzetta.it sull'attacco del Milan a Roma: "Nella smorfia il numero 1 è l’Italia ma il milanista non si inganna: con un gol a partita, l’Italia non si conquista. Il Milan in cinque delle ultime sei partite ha segnato un gol, contro Cagliari, Genoa, Fiorentina, Lecce e Roma. In mezzo, i tre gol a Como, che sono parenti di Pinocchio: bugiardi, perché arrivati in una partita in cui il Milan ha calciato poco in porta. L’Inter, con i suoi 50 gol in 22 partite, è un altro mondo. L’Olimpico ha sottolineato l’antico difetto e aggiunto un particolare: per una sera, nessuno degli attaccanti ha funzionato per davvero. Allegri ha cominciato con Leao e Nkunku, poi li ha cambiati insieme a 22 minuti dalla fine: dentro Pulisic e Füllkrug. Tiri in porta: uno di De Winter, uno di Rabiot. Non può bastare.

l Milan ha chiuso con 0,44 di expected goals, numero che – detto semplice – significa scarsa produzione offensiva. Svilar, al netto degli episodi, ha vissuto una serata tranquilla. La serata di Nkunku, Leao, Pulisic e Füllkrug non è semplice da analizzare, perché il Milan ha avuto poco il pallone e, quando lo ha avuto, non ha creato per loro".


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