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Beccantini punge Leao: "In attesa che Füllkrug si sblocchi, il portoghese non ha ancora inciso lì davanti"

di Niccolò Crespi

Roberto Beccantini, giornalista, è intervenuto così nel corso del consueto appuntamento con la rubrica "Playbeck" per Il Corriere dello Sport. Di seguito un estratto delle sue parole sui rossoneri:

"Trasformazione o trasformismo, non è solo un gioco di parole. Rafael Leao ne incarna l’esempio più estremo ed estremista. Da esterno - e, dunque, punta larga - a centravanti o giù di lì. E’ l’ultima trovata di Massimiliano Allegri, in assenza di «nove» all’altezza; e in attesa che Niclas Füllkrug si sblocchi. Il portoghese, a 26 anni, non ha ancora deciso cosa fare «di» grande. Né nel Milan, dove rimane, comunque, una delle rare alternative alle acque chete, né in Nazionale. Domanda: perché? Per pigrizia o per collasso delle risorse? Appartiene, Leao, alla tribù dei bandoleri stanchi: o questa, almeno, è l’idea che diffonde. Dalle nuvole della sua cattedra, Michel Platini non smette di bacchettare i sapientoni che si aggrappano a venti metri più in qua o a venti più in là per misurare la stoffa dei singoli al netto dei sarti e degli atelier tattici. Non tutti sono Platini. E allora? Leao nasce contropiedista, «mestiere» che sollecita il regalo dello spazio, più che la conquista. Il suo caso ricorda la parabola di Federico Chiesa post infortunio (9 gennaio 2022, ginocchio kaputt)".


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