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Beccantini e la particolare dedica ad Allegri: "A lui: «La qualità senza risultati non conta nulla. I risultati senza la qualità sono noiosi»"

di Lorenzo De Angelis

Nel corso del consueto appuntamento con la sua rubrica "Playbeck" per Il Corriere dello Sport, Roberto Beccantini ha parlato anche di Milan e Massimiliano Allegri, al quale ha dedicato il commento titolato: "A Max su risultati e qualità"

"Appunti e spunti per l’anno nuovo. Dediche, non prediche. Sotto a chi tocca. A Lele Adani: «Quando [Renato] Cesarini sostenne l’esame da allenatore, parlava con una conoscenza della materia e una proprietà di linguaggio tali che gli esaminatori gli chiesero se avesse scritto qualche libro sul calcio. “No” rispose, “ma se mi date i vostri ve li correggo volentieri”». Eraldo Pecci, «Ci piaceva giocare a pallone». 
Agli amanti delle scorciatoie: «Sul vendere il culo c’è una frase napoletana bellissina: “Per fare l’artista ci vuole il culo e l’intelligenza: il culo perché s’ha da da’, e l’intelligenza perché s’ha da capì a chi sa da da’ ‘o culo”». Stefano Benni, «Leggere, scrivere, disobbedire», conversazione con Goffredo Fofi. 
Al procuratore federale Giuseppe Chinè: «La giustizia è come il timone: dove la si gira, va». Giampaolo Pansa, citazione del filosofo cinese Lao-tze. 
Ai 90 anni di Dan Peterson: «Impara da ieri, vivi per oggi, spera per domani. L’importante è non smettere di farsi domande». Albert Einstein. 
A Jonathan David e Loïs Openda: «Avete tentato, avete fallito. Non importa. Tentate ancora, fallite ancora. Fallite meglio». Samuel Beckett. 
Ai cacciatori di scoop: «Longanesi diceva a Montanelli e Giovanni Ansaldo: voi mi fregherete sempre perché capite le cose cinque giorni prima che accadano e io cinque anni prima». Massimo Fini. 
A Maurizio Sarri: «Preferisco leggere di un barbone americano vivo piuttosto che di un dio greco morto». Charles Bukowski, «Il sole bacia i belli». 
Ad Arrigo Sacchi: «Una squadra può esistere senza un allenatore, ma un allenatore non può esistere senza una squadra». Julio Velasco. 
Agli statistici-statisti: «Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa». Gregg Easterbrook, giornalista e scrittore americano. 
Alla Lega: «I padroni, diceva l’immortale Jeeves di Wodehouse, si giudicano dai servitori». Indro Montanelli, «Cialtroni», a cura di Paolo Di Paolo. 
A Kenan Yildiz: «Ma d’altro canto, cos’è il talento se non equilibrio sul bordo dell’impossibile?». Norman Mailer, «La sfida». 
A Gabriele Gravina: «Ti accecano», sintetizzava un giornalista con cui parlavo volentieri negli anni di Montecitorio, Peppe Crescimbeni, «ma poi ti danno il cane lupo». Filippo Ceccarelli, «Invano». 
Ad Antonio Conte: «Come diceva Cechov “Se ti servono un caffè, non sperare che sappia di birra”». Julian Barnes, «Il rumore del tempo». 
Ad Antonio Cassano: «È meglio fare il pirata che entrare in Marina». Steve Jobs, «Siate affamati, siate folli».
A Massimiliano Allegri: «La qualità senza risultati non conta nulla. I risultati senza la qualità sono noiosi». Johan Cruijff, «La mia rivoluzione: l’autobiografia», con Jaap De Groot. 
A Gianluca Rocchi e al Var: «Si avvera la profezia di Gandhi: a furia di “occhio per occhio”, sono diventati tutti ciechi». Marco Travaglio, «Israele e i palestinesi in poche parole»".


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