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Attacco questo sconosciuto a Napoli: il Milan ha fatto registrare 0.47 xG. Ma aveva fatto peggio in due altre partite

di Antonello Gioia

Il Milan ha prodotto appena 0.47 come valore di Expected Goals in questa partita: solo contro Roma a gennaio 2026 e Atalanta a ottobre 2025, i rossoneri hanno fatto peggio in questo campionato. Lo riporta Opta.

MILAN, NON PRENDERLE NON BASTA PIU

Ma è davvero una questione di modulo o c’è qualcosa di più profondo dietro ad un Milan iper-pragmatico e volto alla poca propensione offensiva? Il quesito è lecito e merita un approfondimento, perché ciò che preoccupa davvero chi guarda le partite del Milan non è tanto il 3-5-2, il 4-3-3 o il 4-2-3-1, ma è la sensazione sistematica che questa squadra punti di più sul “non dobbiamo rischiare niente” in fase difensiva piuttosto che “dobbiamo rischiare qualcosa di più” in attacco. Qui nessuno sta chiedendo a Massimiliano Allegri  di sciorinare un calcio estetico, che crei proselitismi calcistico-religiosi, ma che ci sia un Milan più concreto e più portato a ribaltare il campo per andare verso la porta avversaria.

Attaccare per difendere
Non è vietato pensare prima a non prenderle, altrimenti il Milan di questa stagione non avrebbe prodotto quelle 24 partite utili consecutive, ma è dentro alcuni di quei risultati che il seme del dubbio ha iniziato a germogliare. Perché il Milan è una squadra che sembra non avere – per impostazione di base – la volontà di ribaltare velocemente il fronte e aggredire con ferocia l’area avversaria. Il problema è che poi, quando lo ha fatto, il risultato è stato spesso lo stesso, ovvero il gol. Sì, perché il Milan – al netto di una rosa costruita in maniera incompleta in estate e non sistemata in inverno – ha dei giocatori che quando muovono il pallone con rapidità e fame, possono e sanno far male agli avversari. Ma questa voglia di risalire il campo con un ritmo più alto non avviene con costanza. E quello che appare altrettanto evidente è che manchi ferocia nel chiudere l’azione, con i giocatori che arrivati all'altezza dei sedici metri si trovano costretti a giocare perimetralmente, nel tentativo di ricreare spazi quando gli avversari si sono chiusi.

I pensieri di Max
Allegri è tutt’altro che stupido, ha sperato di poter ricreare con Leao e Pulisic un coppia d’attacco funzionale, ma nonostante i due si siano messi fortemente a disposizione di allenatore e squadra, l’esperimento non ha dato i risultati sperati. Max ha in testa una sola cosa: arrivare il prima possibile a blindare il posto per la prossima edizione della Champions League, ma per farlo servirà che qualcosa cambi. Se non nel sistema di gioco, quanto meno nell’aggressione offensiva e nella voglia di fare gol. Perché al “Maradona”, specie nel secondo tempo, il Milan non ha mai dato la sensazione di voler spingere per andare a segnare (tranne in un’occasione). Il Napoli, al contrario, ha cercato la via per aprire la difesa milanista, cambiando diverse cose, tra uomini, movimenti e scelte, che poi hanno portato al gol di Politano. Il Mlan deve andare in Champions, ma adesso è tempo di aggredire l’obiettivo prima che il morale dell’ambiente e la classifica cambino in modo non positivo.


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