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Arturi: "Nessuna proprietà oggi immette soldi freschi senza soluzione di continuità: si va avanti con Champions e plusvalenze"

di Francesco Finulli

Sulle pagine della Gazzetta dello Sport di questa mattina, il giornalista Franco Arturi propone una riflessione sul ruolo del direttore sportivo a partire dalla domanda di un lettore. In particolare viene segnalata l'importanza e la centralità rinnovata di questo ruolo nel calcio moderno, come conseguenza del cambio di fisionomia di molte proprietà, non più legate al singol nome di imprenditore come poteva essere Agnelli, Berlusconi o Moratti ma ben più complesse e gestite come delle vere e proprie aziende.

Il pensiero del giornalista Franco Arturi sulla figura del direttore sportivo: "La nuova centralità del direttore sportivo nel calcio italiano è legata a due parole: sostenibilità e mercato. Nessuna proprietà è oggi disponibile, come nell’era di Agnelli-Berlusconi-Moratti-Sensi-Tanzi-Cragnotti, a immettere senza soluzione di continuità soldi freschi nel club. Ergo si va avanti con i ricavi Champions (per chi ci arriva) e con le plusvalenze di mercato: acquistare a poco, valorizzare e vendere a tanto".


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