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Ambrosini su Gattuso: "Non puoi non volergli bene. Nel Milan giocava più di me e con il tempo ho capito che era giusto"

di Enrico Ferrazzi

Massimo Ambrosini, ex giocatore rossonero, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha parlato così del suo rapporto con Rino Gattuso, suo compagno di squadra ai tempi del Milan: "Nel 1999 lui è arrivato al Milan dalla Salernitana, l’estate dopo lo scudetto che avevamo vinto con Zaccheroni. Ci eravamo conosciuti durante un raduno dell’Under 21: lui mi chiedeva del Milan e io della Scozia, dove era stato prima di tornare in Italia. Rino era affamato di conoscenza, pieno di entusiasmo e di sana voglia di emergere. E poi aveva umiltà e coraggio. Era contagioso... Non potevi non volergli bene

Gattuso ascolta sempre quello che gli viene detto, anche quando è arrabbiato. La sua testardaggine non gli impedisce di analizzare un consiglio. In cosa siamo simili? Caratterialmente da giovani ci univa l’ambizione. Questo sentimento ci ha resi rivali per un posto in squadra: lui ha giocato più di me e con il tempo io ho capito che era giusto. Entrambi però eravamo famelici nell’amore per quello che facevamo e per la maglia che indossavamo".


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