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Ambrosini: “Amavo capire prima dove finiva la palla. Con Seedorf intesa particolare”

di Andrea La Manna

Nell'ultima puntata di Legends road, format di DAZN, l'ex centrocampista rossonero Massimo Ambrosini ha parlato così di alunni momenti della sua carriera. Queste le sue parole:

Sulla qualità che preferiva avere - "A me quello che piaceva, per le caratteristiche che avevo io, era capire dove finiva la palla. Era più una soddisfazione mentale capire dove sarebbe finita la palla e lo puoi fare sia in difesa che in attacco. A me piaceva inserirmi, un' inserimento è il tempo quindi se tu capisci mentalmente dove va la palla, quindi puoi farlo sia in difesa intercettando e in attacco andando nello spazio dove finirà la palla. Io ero meno dotato per avere la soddisfazione nel gesto tecnico. Ero un centrocampista di media qualità, non ero quello che riusciva a cambiare campo 30,40 metri, però ero bravo a far giocare quelli che giocavano davanti a me. Con Clarence avevo un'intesa particolare. Per fare bella figura quando giochi a centrocampo devi avere sempre chi riceve la palla, deve smarcarsi, deve volerlo il passaggio. Seedorf mi faceva sempre il movimento per ricevere il pallone"


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