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Agresti sul calo di Pulisic: "Nemmeno lui riesce a spiegarsi tutto ciò"

di Federico Calabrese

Stefano Agresti, sulla Gazzetta dello Sport, ha parlato così del rendimento di Christian Pulisic: "Immalinconisce l’espressione un po’ così che Pulisic porta in giro negli stadi di mezza Italia in questo periodo.

Sembra triste, impotente, come se non riuscisse a spiegarsi nemmeno lui cosa gli sta capitando e perché. Sicuramente non lo consolerà, ma neppure noi che ne apprezziamo le grandi qualità tecniche comprendiamo come sia possibile che non riesca più a metterla dentro. Stiamo parlando di un calciatore, Pulisic, che ha doti fuori dal comune: piede, corsa, senso del gol".

Che astio per Max! Cambia tutto la prossima stagione. La filosofia del Bayern! (LEGGI QUI)

di Carlo Pellegatti 

Il porto è là, a sei miglia di campionato. Ancora uno sforzo e, nonostante nel freddo gennaio non abbia avuto i vettovagliamenti, le provviste chiesti da lui e dai suoi rematori, manca poco per raggiungere la meta, agognata da agosto. Intorno a lui si levano gli alti lamenti di coloro che lo accusano di essere il principale colpevole se le partite siano brutte e poco spettacolari, se gli attaccanti non abbiano mai, o molto raramente, offerto prestazioni sufficienti. Sempre e solo contro di lui, contro Massimiliano Allegri.

Non ricordo un così aspro livore verso un allenatore, che non è mai andato sotto il terzo posto, spesso primo e secondo e terzo. Sicuramente mai fra quelli che, con mano ferma, hanno guidato il Milan. Critiche sì, disprezzo mai. Un’avversione che è aumentata in modo proporzionale alla buona posizione in classifica. Soprattutto in quelli che prima avevano pronosticato risultati mediocri, poi un crollo. Invece, fatevene una ragione, il Milan è sempre lì, con dietro diciassette squadre. Ho sentito dire anche che Allegri ormai abbia dato tutto, fosse un tecnico superato. Dio mio, che astio! Con il rischio che, se le ultime quattro giornate vedessero il Milan regalare buoni risultati, molti finirebbero come l’Ispettore capo Charles Dreyfus alle prese con l’ispettore Clouseau.

(Qui dovrebbe partire la famosa colonna sonora del film “La Pantera Rosa”, composta da Henry Mancini).

Il comandante comunque guarda i suoi uomini, sudati e stanchi, e li incoraggia, citando un verso di un suo celebre corregionale: “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa!” Niente e nessuno deve distrarli dal traguardo, che si profila non lontanissimo. Attenzione però, perché ci sono ancora pericoli da evitare, in un mare che può diventare ancora infido come quello di Scilla e Cariddi.

In questi mesi è stato il Milan della compattezza, del pragmatismo, della concretezza, ma, nella prossima stagione, vedremo una squadra differente come atteggiamento e come giocatori. Massimiliano Allegri ha le idee chiare, lui come Igli Tare. Con la speranza che sul mercato scelgano loro, e solo loro, le pedine da acquistare e da cedere, senza alcuna interferenza tecnica.


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